La bellezza di Grado vista dalla laguna
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La navigazione fra le isole è un’esperienza che arricchisce e regala emozioni irrepetibili. Un viaggio tra storia e natura
La laguna di Grado
GRADO – La laguna è la custode dei segreti più preziosi di Grado, non si può dire di avere vissuto la bellezza dell’Isola del sole senza aver solcato le acque salmastre che la circondano e impreziosiscono.
La navigazione fra le isole, dove nei secoli i gradesi hanno vissuto e costruito la loro millenaria cultura e le loro tradizioni laiche e religiose, è un’esperienza che arricchisce e regala emozioni irrepetibili.
Un viaggio nella storia
Un viaggio nella storia navigando acque che custodiscono reperti romani dell’antico porto, tracciati di strade e strutture che si mostrano a poca profondità dove riposano anche navi romane naufragate e resti delle grandi guerre del Novecento.
Un viaggio nei colori e nei profumi in diverse ore del giorno, un tuffo nei rossi, arancio, bleu dell’alba e del tramonto, seguendo gli itinerari dei canali navigabili tracciati dalle briccole, pali in legno sui quali spesso sostano i tanti uccelli presenti in questo habitat unico nel quale mare, fiumi e terra si confondono e abbracciano. Risuonano i canti di ibis, fenicotteri, cormorani e aironi mente i gabbiani planano, da loro però meglio stare alla larga.
Laguna di Levante e di Ponente
La laguna di Grado si divide in due, quella di Levante verso Trieste a Est, dove sorge l’isola di Barbana con il suo santuario dedicato alla Madonna, oasi di pace, luogo di pellegrinaggi ma anche semplici gite nell’atmosfera mistica e ospitale.
E la Laguna di Ponente verso Ovest, direzione Marano e Venezia. Fuori dal porto la statua della Madonnina del Mare, alla quale la gente di Grado è molto devota, saluta le barche.

Una mini crociera di grandi emozioni in laguna
I riflessi del sole diventano tavolozza di colori fascinosi mentre si naviga, accompagnati dal racconto di Guido il comandante della barca La Panoramica.
Un gradese che ama la laguna e la conosce come pochi. Guido è il nocchiero che ci fa conoscere le isole, mote in gradese, alle quali si accede attraverso la cavana, porto d’ingresso di tutte le cento isole sulle quali sono costruiti i casoni, antiche abitazioni di pescatori con il tetto di canna palustre.
Qui ricca è la vegetazione, svettano le tamerici, gli olmi, i pini e i saliceti. In basso cespugli di finocchio di mare, salicornia, fiori di tappo o limonium e santonego, erba dalla quale si ricava la famosa grappa forte e unica nel gusto di mare e sapori selvatici. Ma sulle mote vi sono anche le valli da pesca, bacini di acqua dove un tempo venivano allevati i pesci che poi erano nei piatti dei molti ristoranti dell’isola.

Dove si sbarca
In particolare si potrà scendere sull’Isola di Villanova gestita dall’Associazione Grado Voga. Durante l’alta marea le barene, atolli ricoperte di vegetazioni, vengono sommerse per riapparire quando l’acqua di ritira.
Guido porta i suoi ospiti alla “Mota Safon”, dove il regista e scrittore Pier Paolo Pasolini girò il film “Medea” con la divina Maria Callas, un tuffo nella magia di suggestioni mitologiche.
Dopo il tramonto vi sbarcherà al “Banco D’Orio” lingua di sabbia lunga circa 20 chilometri o all’“Isola della Mula di Trieste” per un bagno nell’acqua limpida sul fondo di morbida sabbia.
Un’esperienza che non ha paragoni, altro che Maldive.
Info: https://lapanoramicagrado.it – +39 342 0928886


