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Dentro la testa di Trump

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 21 Ottobre 2026
Orario 6:30 PM
Organizzatore Ronchi dei Legionari

Storia delle idee che non sa di avere: a Ronchi la presentazione del libro di Mattia Ferraresi

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“Dentro la testa di Trump. Storia delle idee che non sa di avere”: è questo il titolo del libro di Mattia Ferraresi, pubblicato da Mondadori, che sarà presentato mercoledì 21 ottobre 2026, alle 18.30, all’auditorium “Casa della cultura” di Ronchi dei Legionari.

L’iniziativa è del Circolo della storia, in collaborazione con l’associazione culturale Leali delle Notizie.

Ferraresi dialogherà con Tommaso Piffer.

Con rigore giornalistico e ampio sguardo filosofico, Mattia Ferraresi ricostruisce il fermento culturale che precede e sopravvive a Trump, mostrando come la battaglia per la «grandezza» dell’America riguardi innanzitutto il senso stesso della democrazia liberale in questa fase storica.

Dalla profezia di Aleksandr Solženicyn sull’Occidente totalitario pronunciata a Harvard nel 1978 alla crisi degli oppioidi, dalla lotta di Seattle contro la globalizzazione al discorso di Vladimir Putin a Monaco nel 2007: i segnali di una trasformazione profonda erano già tutti lì.

Donald Trump ha ricostruito a propria immagine il Partito repubblicano lanciando un movimento popolare eterogeneo con il cappellino rosso MAGA in testa, grazie alle sue doti carismatiche e sfruttando risentimenti e complotti.

La razionalità del discorso politico non gli appartiene, anzi, ha fatto dell’anti-intellettualismo una bandiera. Dietro l’apparente caos del Trump-pensiero, però, si è aggregato un movimento molto più strutturato di quanto si creda: una galassia di intellettuali, attivisti e politici che ha elaborato una critica radicale alla democrazia liberale americana.

Questa galassia si divide in tre aree: post-liberali, illiberali e iperliberali. I primi includono accademici come Patrick Deneen e Adrian Vermeule, che vedono nella democrazia liberale un sistema logorato dalle proprie contraddizioni.

Gli illiberali comprendono i nazional-conservatori, l’hub della destra globale installato in Ungheria sotto il patrocinio di Viktor Orbán e i neoreazionari guidati idealmente da Curtis Yarvin, sotto le insegne dell’”illuminismo oscuro”.

Infine, gli iperliberali: libertari convinti del valore del sistema liberale ma favorevoli a una sua trasformazione radicale, tra cui l’investitore Peter Thiel, seguito da Elon Musk e da una pattuglia di visionari, transumanisti e colonizzatori dell’altrove. Mattia Ferraresi, oggi giornalista al Quotidiano Nazionale, per dieci anni è stato corrispondente dagli Stati Uniti per Il Foglio e ha collaborato con testate internazionali come New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy e Washington Post.

Tra il 2018 e il 2019 è stato fellow alla Nieman Foundation for Journalism dell’Università di Harvard.