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In cammino tra Gorizia e Nova Gorica con ciechi e ipovedenti

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Una sperimentazione nata per valutare l’accessibilità dell’Iter Goritiense, parte del progetto “Passi d’Inclusione”. Una cinquantina i partecipanti, accompagnati anche dalla cagnolina cieca Ula

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GORIZIA – Sono state una cinquantina le persone che hanno partecipato a “Cammino Goriziano, una nuova visione del confine”, l’evento accessibile organizzato da Fondazione So.Co.B.A. e Associazione intercomunale dei ciechi e degli ipovedenti di Nova Gorica (MDSSNG) lungo il percorso della terza tappa dell’Iter Goritiense.

Una camminata comunitaria insieme a persone cieche e ipovedenti tra Gorizia e Nova Gorica, attraversando luoghi simbolo delle due città e del confine.

Si tratta infatti di un passo fondamentale per la mappatura dell’accessibilità dell’intero Iter Goritiense – il cammino di ottantadue chilometri che conduce dalla Basilica di Aquileia al santuario di Sveta Gora – inserita all’interno del progetto “Passi d’Inclusione” sostenuto da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoTurismo FVG.

I partecipanti, partendo da Piazza Transalpina – Trg Evrope, hanno attraversato luoghi simbolo delle due città, come piazza Vittoria, il Castello e il monastero di Castagnevizza, sempre accompagnati dal Nodo di Salomone, simbolo dell’Iter Goritiense, e dalla cagnolina cieca Ula, per una lunghezza complessiva di sette chilometri e circa centotrenta metri di dislivello.

Al termine della camminata, che ha ottenuto il patrocinio dei comuni di Gorizia e Nova Gorica e a cui ha partecipato lo stesso sindaco di Nova Gorica, Samo Turel, è stato organizzato un brindisi collettivo grazie alla cantina produttori Klet Brda e a un gruppo di volontarie di Brda all’interno dell’EPICenter, un altro frutto della Capitale Europea della Cultura Go!2025.

“L’Iter Goritiense stesso – spiega Andrea Bellavite, direttore della Basilica Patriarcale di Aquileia e tra i creatori, insieme a Nace Novak e Mattia Vecchi, del Cammino Goriziano – è nato dall’esperienza della Capitale Europea della Cultura”.

“L’obiettivo – aggiunge – era unire ancor di più gli abitanti di Gorizia e Nova Gorica, ma in realtà ha attirato persone da tutta la Slovenia e da tutta Italia, ma anche dall’Austria e da altri stati europei. Siamo convinti che il Cammino possa essere percorso da tutti, e quindi vogliamo sistemarlo e adattarlo interamente affinché sia accessibile al maggior numero di persone possibili”.

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“Il Cammino Goriziano, riconosciuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha registrato oltre duemila presenze dalla sua nascita, nel 2025” conclude Mattia Vecchi, project manager e tra i creatori del cammino. “Ora vogliamo che questa opportunità sia davvero di tutti: con “Passi d’Inclusione”, sostenuto dalla Regione e di PromoTurismo FVG, lavoriamo per rendere l’Iter Goritiense accessibile. Perché un cammino senza confini deve esserlo anche nella possibilità di percorrerlo”.

Tutte le informazioni sul Cammino Goriziano sono disponibili sul sito ufficiale, www.itergoritiense.it