Un orto botanico con il basilico autoctono di Barbana
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Dopo la riuscita giornata ecologica sull'isola, avviato il progetto che prevede tra le coltivazioni anche il "Barbasilico"
La preparazione dell’orto
GRADO – “Chi ama non sta con le mani in mano, chi ama serve, chi ama corre a servire.” Sono le parole di Papa Francesco a risuonare tra le acque della laguna di Grado, ispirando un’intera giornata dedicata al volontariato e alla cura del Santuario della Madonna di Barbana.
L’appello lanciato dal nuovo rettore del Santuario, don Sinuhe Marotta, insieme al Comitato Affari Economici composto da Marco Braida, Roberto Cevenini e Leonardo Tognon, ha trovato risposta concreta in oltre ottanta volontari.
Un cantiere della solidarietà per rilanciare il turismo religioso
Il Barbana Day si è trasformato, fin dalle prime luci del mattino, in un laboratorio di impegno e dedizione.
Giovani scout del gruppo Agesci Grado e i volontari di numerose associazioni – tra cui i Portatori della Madonna di Barbana, ADVS Grado, ANMI Grado, Graisani de Palù, Sci Club Grado, Cooperativa Pescatori Grado, S.C. Ausonia, Sogit e gruppo sub Sogit, HospitaliteFVG e Amici di Fossalon, associazione Valle Goppion e val Cavarera 1 – si sono uniti per un obiettivo comune: preservare e valorizzare il Santuario.
Al loro fianco, anche rappresentanti delle istituzioni, come il vicesindaco Maurizio Toso e l’assessore Giuseppe Marchesan, oltre ai motoscafisti gradesi, fondamentali per la logistica.
Un’opera corale che non si è limitata alla pulizia dell’arenile e delle aree circostanti, ma ha posto le basi per un progetto più ampio di sviluppo del turismo religioso a favore del Santuario di Barbana. L’area a sud dell’isola, da tempo in stato di abbandono, è stata recuperata e si prepara a ospitare un orto botanico.
Tra le coltivazioni, il Barbasilico, basilico autoctono che diventerà simbolo del pellegrinaggio a Barbana, affiancato da pomodori e patate dolci di laguna, piantate con la guida esperta di Marko.
Un impegno che diventa tradizione
Accolti con calore dalla comunità monastica, i volontari hanno trasformato il Barbana Day in una festa della solidarietà, scandita da lavoro, dedizione e momenti di condivisione.
Una domenica speciale, che non resterà isolata: l’entusiasmo e il senso di appartenenza emersi da questa esperienza fanno già pensare a un appuntamento fisso nel calendario, un rito collettivo che rinnovi ogni anno il legame tra il Santuario, l’isola di Barbana e chi sceglie di prendersene cura.


