Stefano Cosma nuovo direttore del Museo della Civiltà Contadina
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Per il goriziano si tratta di un ritorno alla struttura di Aiello. Soddisfazione dall’Associazione culturale musei e rievocazioni storiche
Da sinistra Stefano Cosma e Michele Formentini
AIELLO DEL FRIULI – Il Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale, che ha sede ad Aiello del Friuli, ha dalla scorsa settimana un nuovo direttore: il goriziano Stefano Cosma.
Il suo, in verità, è un ritorno, poichè dal 1992 al 2000 era già stato conservatore del Museo fondato dall’avvocato Michele Formentini.
Cosma, dopo aver curato la mostra sui Borboni di Francia in esilio a Gorizia, nel 1986, e negli anni successivi altre mostre nel Museo del Vino a San Floriano del Collio, si era poi dedicato, mentre era studente universitario, ad allestire il museo di Aiello, inaugurato nella primavera del 1992.
Autore di numerosi libri di storia locale e sui vini regionali, negli ultimi anni Stefano Cosma ha curato il progetto “Il ruolo storico dei de Claricini nel Goriziano” e quindi quello su “I Formentini nel XVI e XVII secolo”, ha collaborato con il Consorzio Culturale del Monfalconese, ha scritto i testi e le didascalie del rinnovato Museo della Civiltà del vino di Buttrio e da due anni è componente del comitato scientifico della Fondazione Claricini Dornpacher di Moimacco.
Considerata la necessità di un conservatore, per perfezionare l’ingresso del Museo di Aiello nel MESS, la “rete regionale di musei e raccolte presenti sul territorio del Friuli Venezia Giulia, che si prefigge di diffondere la conoscenza del patrimonio etnografico e storico-sociale per la sua promozione, valorizzazione e piena accessibilità”, ha accettato l’incarico pur continuando a dirigere il mensile Fuocolento e a occuparsi di comunicazione e di uffici stampa.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Associazione culturale musei e rievocazioni storiche, Michele Formentini.
Il Museo, che si estende su oltre 9mila metri quadrati, suddivisi in tre fabbricati rurali, ha quasi 25mila reperti divisi in 52 settori ed è il più grande museo etnografico privato della regione, dedicato specificamente al territorio dell’ex Contea di Gorizia e Gradisca.


