Musica e colori per i bimbi ricoverati
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Mattinata speciale nel Polo Unito di Pediatria di Monfalcone e Gorizia con la Fanfara della Brigata di Cavalleria “Cavalleggeri di Treviso”
MONFALCONE – L’associazione “Insieme si può” ha promosso una serie di iniziative dedicate ai bambini ricoverati nei reparti di pediatria del Friuli Venezia Giulia, portando musica, sorrisi e un messaggio di vicinanza delle Istituzioni ai più piccoli.
La mattinata si è svolta presso il Polo Unito di Pediatria di Monfalcone e Gorizia, dove la Fanfara della Brigata di Cavalleria “Cavalleggeri di Treviso” dell’Esercito Italiano, insieme ai Carabinieri, ha regalato momenti di grande emozione ai piccoli pazienti, alle loro famiglie e al personale sanitario.
Nel corso della mattinata è stato inoltre consegnato ai bambini il libricino da colorare “Colorando”, opera ideata e realizzata dall’Associazione “Insieme si può”.
Il volume, pensato per avvicinare i più piccoli in modo semplice e giocoso ai valori della legalità e della fiducia nelle Istituzioni, viene distribuito non solo negli ospedali ma anche presso enti e strutture del territorio, con l’obiettivo di portare un sorriso ai bambini e accompagnarli con un momento di spensieratezza.
Nel pomeriggio l’iniziativa è proseguita presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Udine.
«La musica unisce, abbatte le distanze e parla un linguaggio che arriva dritto al cuore», ha dichiarato l’avvocato Paolo Visintin, presidente dell’associazione “Insieme si può”. «Insieme a gesti semplici, come la consegna di un libricino da colorare, possiamo trasformare un momento difficile in un ricordo positivo per questi bambini».

«Desideriamo ringraziare sentitamente – ha concluso Visintin – la Brigata “Cavalleggeri di Treviso”, l’Arma dei Carabinieri, le Direzioni Sanitarie, il personale medico e infermieristico e in modo particolare i primari dei reparti di Pediatria di Monfalcone, Gorizia e Udine, per la sensibilità dimostrata e per aver accolto con entusiasmo un’iniziativa che mette al centro il benessere umano, oltre che clinico, dei piccoli pazienti».


