Memoria e rinascita: l’Udinese onora i 50 anni dal terremoto
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Dopo un prepartita denso di emozioni in ricordo del sisma del 1976, i bianconeri dominano il Torino con sprazzi di bel gioco
UDINE – Come era facile immaginarsi, il pre-partita di Udinese-Torino è stato segnato da momenti di profonda commozione.
L’intero cerimoniale è stato dedicato alla memoria del terremoto che, cinquant’anni fa, colpì duramente il Friuli, trasformando lo stadio in un luogo di raccoglimento collettivo.
La commemorazione si è aperta con le note solenni dell’Inno dell’Alpino, eseguito dalla fanfara della Brigata Alpina Julia. Successivamente, gli interventi delle istituzioni regionali hanno reso omaggio alla figura di Giuseppe Zamberletti, il cui impegno per la ricostruzione è rimasto scolpito nella storia del territorio.
Al suo nome si è alzato un applauso spontaneo e scrosciante che ha coinvolto ogni settore degli spalti, un tributo doveroso a chi guidò la rinascita di una terra ferita.
Il ricordo è andato alle vite spezzate, con il monito di non dimenticare mai quel dolore che, mezzo secolo fa, mise in ginocchio la regione.
Tuttavia, il messaggio centrale è stato quello della resilienza: nonostante le profonde ferite, il popolo friulano ha saputo rialzarsi con dignità e orgoglio.
Momento di grande impatto visivo e simbolico è stata la sfilata dei 45 sindaci dei comuni più colpiti dal sisma. I primi cittadini si sono schierati a bordocampo accanto al direttore generale dell’Udinese, Franco Collavino, e al presidente Franco Soldati. A pochi minuti dal fischio d’inizio, la fanfara della Julia è tornata in campo per intonare Stelutis Alpinis, brano simbolo dell’identità friulana, prima di lasciare spazio a un minuto di silenzio assoluto in memoria delle vittime.
Sugli spalti, la partecipazione è stata arricchita dalla presenza di nutrite rappresentanze di Alpini, volontari della Protezione Civile e Vigili del Fuoco, invitati ufficialmente dal club. Una giornata in cui il calcio è passato in secondo piano, lasciando spazio alla storia, alla solidarietà e all’anima di un intero popolo.
Un minuto di silenzio per commemorare le vittime della tragedia del 1976, il pensiero va anche alla scomparsa di Alex Zanardi.
Udinese in maglia grigia celebrativa con la scritta la frase “Il Friuli ringrazia e non dimentica“.
La partita
La gara si accende subito al 4′ con la prima (e unica) vera occasione da gol per il Torino: Lazaro fugge sulla fascia destra e mette al centro un pallone teso per Giovanni Simeone, che colpisce a botta sicura; è miracoloso però l’intervento di Okoye, che si supera e salva il risultato.
L’Udinese scuote il match all’11’: su un pallone calciato a campanile, la sfera finisce sui piedi di Kabasele, il cui tiro viene deviato in angolo. Sugli sviluppi del corner, Solet svetta di testa, ma la palla termina fuori di un soffio.
Al 22′ l’episodio più discusso: Buksa ruba palla a Gineitis e serve Zaniolo, che salta Paleari e restituisce il pallone al compagno. Buksa colpisce il palo a porta vuota, ma la sfera torna sui piedi di Zaniolo che insacca a colpo sicuro. L’arbitro inizialmente assegna la rete, che viene però annullata dopo il check del VAR per una posizione irregolare dell’attaccante azzurro.
La partita prosegue sui binari dell’agonismo, combattuta a centrocampo tra due formazioni fisiche e inclini alla lotta, con poche occasioni nitide da entrambe le parti. Proprio quando il pareggio sembrava destinato a durare fino all’intervallo, al 45’+1′ arriva il vantaggio dei friulani: su un’azione confusa in area granata, Solet vince un rimpallo e serve Buksa; il cross di quest’ultimo induce Obrador all’errore nel rinvio, favorendo l’inserimento di Ehizibue che, di punta, anticipa tutti e insacca.
La ripresa si apre con un’ammonizione per parte: Kabasele per un fallo su Simeone e Obrador per una trattenuta proprio sul difensore belga.
Al 6’ l’Udinese raddoppia: dalla bandierina Miller pennella un cross perfetto per lo stacco di Kristensen, che batte Paleari.
Forte del doppio vantaggio, l’Udinese addormenta il match. Il Torino perde lo smalto iniziale e non riesce più a rendersi pericoloso, sbattendo contro l’arcigna difesa friulana che non concede tiri nello specchio.
Mentre i padroni di casa deliziano il pubblico con scambi di qualità, sugli spalti si levano cori di scherno verso il Venezia, neopromosso in Serie A. La gara scivola così verso il finale senza ulteriori sussulti, sancendo il dominio bianconero.
Il prossimo appuntamento è per sabato alle 15: l’Udinese volerà in Sardegna per l’insidiosa trasferta contro il Cagliari. Una sfida cruciale sull’isola per dare continuità ai risultati e per arrivare a quota 50.
Il tabellino
UDINESE – TORINO 2-0 (1-0)
UDINESE: Okoye; Kristensen (cap.), Kabasele (dal 31’ st Mlacic), Solet; Ehizibue (dal 24’ st Zarraga), Atta (dal 38’ st Arizala), Miller (dal 31’ st Piotrowski), Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Buksa (dal 24’ st Gueye). All. Runjaic
TORINO: Paleari; Marianucci, Coco, Ebosse; Lazaro, Ilkhan (dal 12’ st Prati), Gineitis, Obrador (dal 20’ st Biraghi); Casadei (dal 12’ st Kulenovic), Vlasic (cap.); Simeone (dal 27’ st Njie). All. D’Aversa
Arbitro: Mucera
Marcatori: Ehizibue al 46’ pt, Kristensen al 6’ st
Ammoniti: Kabasele (U) al 1’ st, Obrador (T) al 4’ st
Note: 1’ di recupero nel primo tempo, 5’ di recupero nel secondo tempo
Spettatori totali: 23.278

LE PAGELLE DI STERA
OKOYE: 6,5
Salva su Simeone al pronti via e poi si fa trovare pronto quando chiamato in causa.
RISOLUTO
SOLET: 7
E niente, quando è in giornata è dura fargli uno scherzo. Si sposta molto nella manovra avanzata, forse volendo suggerire soluzioni alternative alla sua posizione in campo?
IMPERIOSO
KRISTENSEN: 6,5
In area friulana detta legge, ma anche in quella avversaria sa farsi valere, regalandosi la rete del raddoppio.
CRISTALLINO
KBASELE: 6,5
Cn mestiere e la giusta cattiveria riesce ad annientare Simeone. Peccato per l’ammonizione che lo toglie dal prossimo match a Cagliari. Esce per Mlacic.
PIAZZATO
EHIZIBUE: 7
E segna sempre lui! Si regala la seconda rete consecutiva e offre una prestazione ordinata e precisa. All’uscita di campo per Zarraga la curva gli dedica il coro “Ehizibue”.
TRASFORMATO
EKKLENKAMP: 6
Non riesce a trovare le giuste misure per rendersi incisivo e pericoloso. Oggi si guadagna mestamente la pagnotta.
SCARICO
MILLER: 6
Si muove bene tra le linee, raccordando spesso le due fasi di gioco. Dotato di tecnica e visione di gioco, riesce a dare al centrocampo la giusta sostanza. Esce per Piotrowski.
EFFICACE
ATTA: 6
Seguendo la regola dell’alternanza, oggi il francese si concede una giornata anonima. Esce per un problema muscolare, lasciando spazio ad Arizala.
MASCHERATO
KAMARA: 6,5
Spingere e chiudere a dovere è il suo lavoro, e oggi lo svolge in modo efficace.
POSITIVO
ZANIOLO: 6
Si affanna esageratamente alla ricerca del goal, che arriva anche se in fuorigioco. Si perde spesso in assoli e duelli eccessivi, volendo strafare.
FRUSTRATO
BUKSA: 5
A porta vuota sbaglia una rete già fatta. Pare che il mister negli spogliatoi gli abbia chiesto come ha fatto a sbagliare rispondendo “non era sul mio piede buono”. Alla replica del mister ha risposto, sì ma oggi quello buono era l’altro! Inconsistente. Esce per Gueye.
IMPALPABILE
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GUEYE: 6
Entra al posto di Buksa dando il suo contributo.
ZARRAGA: 6
Dentro per Ehizibue, il “soldatino” di Runjaic fa del suo meglio.
MLACIC: 6
Dà il cambio a Kabasele. Il mister forse lo ha collaudato per la prossima trasferta.
PIOTROWSKI: 6
Subentra a Miller.
ARIZALA: 6
Quinto cambio, forzato, per Atta.
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MISTER RUNJAIC: 7
La squadra convince sempre più, e anche senza Davis pare abbia trovato i giusti equilibri. Altri tre punti e quasi zero patemi, un regalo al Friuli, e il Friuli ringrazia (e non dimentica!).
INAPPUNTABILE
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ARBITRI: 6
Gara pulita e facile da leggere, che hanno gestito al meglio.
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CITAZIONE SPECIALE DI OGGI
IL FRIULI RINGRAZIA E NON DIMENTICA: 10








