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Lavoro e spiritualità in memoria di San Giuseppe Artigiano

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Tradizionale momento di condivisione a Ruda promosso dall'Unità Pastorale e dal Circolo ACLI. L'emozione di don Giovanni Sponton

giuseppe artigiano Ruda 07
Da sinistra Zanolla, don Sponton, don Millo, Lenarduzzi e Rigonat
Da sinistra Zanolla, don Sponton, don Millo, Lenarduzzi e Rigonat

 

RUDA – In occasione del Primo Maggio, la comunità di Ruda si è ritrovata per onorare la figura di San Giuseppe Artigiano.

Un appuntamento che unisce spiritualità e condivisione, organizzato in sinergia dall’Unità Pastorale di Ruda Santo Stefano Protomartire, Perteole San Tommaso Apostolo, Saciletto Santissimi Pietro e Paolo e dal Circolo ACLI “Giuseppe Toniolo”.

La ricorrenza non è solo un momento di preghiera, ma un richiamo profondo ai valori sociali. La memoria di San Giuseppe Artigiano fu istituita nel 1955 da Papa Pio XII proprio per elevare il lavoro umano a dignità spirituale.

Come ricordano gli organizzatori, l’obiettivo è celebrare l’opera dell’uomo non come semplice fatica, ma come partecipazione attiva alla creazione.

Le celebrazioni si sono svolte presso la Chiesa di Santo Stefano Protomartire, iniziando con la recita del Santo Rosario. Momento di particolare emozione è stato l’arrivo di don Giovanni Sponton nel cortile della canonica: accolto con calore da alcuni parrocchiani, il sacerdote non ha saputo trattenere l’emozione esclamando: “Sono arrivato nella mia Ruda!“.

Il sacerdote è infatti nativo del luogo, un legame che è apparso subito evidente nella gioia del ritorno.

Successivamente è stata celebrata la messa solenne, concelebrata da don Manuel Millo proprio insieme a don Giovanni, già responsabile della pastorale del lavoro dell’arcidiocesi di Gorizia dal 1978 fino a poco tempo fa.

La liturgia è stata accompagnata dal coro dell’Unità Pastorale, con Daniele Zanini all’organo.

Erano presenti a questo momento di preghiera anche il sindaco Franco Lenarduzzi, la presidente provinciale delle ACLI di Udine, Rachele Zanolla, e il presidente delle ACLI di Ruda, Ludovico Rigonat.

Poco prima della benedizione finale, don Giovanni si è rivolto ai fedeli con un accorato appello in lingua friulana: “Tignît stret cun vualtris don Manuel” (Tenetevi stretto don Manuel); queste parole hanno suscitato un lungo e corale applauso da parte di tutti i presenti, a testimonianza del forte legame con la comunità.

Al termine della funzione religiosa, i festeggiamenti si sono spostati nel giardino della canonica per un momento conviviale, un’occasione di incontro e condivisione aperta a tutti i partecipanti.