Invecchiamento attivo: a Trieste l’Isola che c’è
Tempo di lettura: 3 minuti
Seconda edizione del progetto di interazione intergenerazionale volto al miglioramento della qualità della vita delle persone anziane
La coordinatrice del progetto, Sofia Brunetti, illustra i risultati
TRIESTE – L’Associazione Le Buone Pratiche OdV di Trieste, grazie al co-finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità – e con il contributo della Fondazione CRTrieste, ha realizzato per il secondo anno consecutivo il progetto “L’Isola che c’è Vol. II”.
Ieri si è svolto l’incontro di fine progetto e di restituzione del lavoro svolto.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere l’invecchiamento attivo e l’interazione intergenerazionale, migliorando la qualità della vita delle persone anziane e creando spazi di dialogo, ascolto e condivisione tra generazioni diverse.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Liceo Carducci Dante di Trieste, la Cooperativa Sociale Lybra, l’Associazione di Promozione Sociale Skamperle e Hangar Teatri.
Le attività principali del progetto sono state Palestra cognitiva, incontri di gruppo guidati da professionisti, finalizzati a stimolare memoria, attenzione e concentrazione nelle persone anziane (realizzati in 4 zone diverse della città); Laboratori di scrittura creativa e storytelling, condotti da un professionista con la partecipazione attiva degli studenti del Liceo Carducci Dante; Laboratori di scrittura creativa e lettura espressiva, realizzati grazie alla collaborazione con Hangar Teatri.
Nella palestra cognitiva i protagonisti sono le persone anziane, che hanno l’opportunità di coltivare abilità e competenze in un’ottica di invecchiamento attivo.
Nei laboratori intergenerazionali, invece, i protagonisti sono insieme giovani e anziani: due generazioni che si incontrano, si conoscono e si riconoscono.
Gli anziani ritrovano un ruolo prezioso, simile a quello che avevano nelle comunità tradizionali: custodi di memoria, esperienza e saggezza, capaci di orientare e trasmettere significati.
I giovani portano energia, curiosità, ascolto e uno sguardo nuovo sul presente e sul futuro.
Da questo incontro nasce uno spazio fertile di scambio, in cui ricordi, emozioni e visioni si intrecciano. Insieme, giovani e anziani scrivono storie di vita vera: racconti che restituiscono valore alle esperienze vissute e trasformano la memoria personale in patrimonio condiviso.
A queste storie viene poi data voce. Attraverso la narrazione orale, l’anziano può rivivere passaggi significativi della propria vita, sentirsi ascoltato e riconosciuto; il giovane, a sua volta, acquisisce consapevolezza, empatia e autostima, scoprendo il valore dell’ascolto, della relazione e della memoria come strumenti di crescita personale e collettiva.
Durante l’anno sono stati raggiunti, 70 anziani, una classe di 19 ragazzi. L’opuscolo di racconti è stato stampato e lo si può avere recandosi presso la sede dell’associazione.
Il progetto ripartirà a settembre 2026, dopo la pausa estiva.


