Funerale all’italiana
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A Trieste il rito funebre si trasforma in una festa collettiva. "Perché rimarremo morti per molto più tempo di quanto siamo stati vivi"
Lunedì 2 e martedì 3 novembre, alle ore 20.30 va in scena al teatro Miela di Trieste Funerale all’italiana, scritto da Benedetta Parisi e Alice Sinigaglia, diretto da Sinigaglia e interpretato da Benedetta Parisi.
Prodotto dal Collettivo EFFE e vincitore del Premio Resistenza Teatro Festival, lo spettacolo affronta il tabù della morte con ironia e delicatezza, sottolineando l’importanza dello stare assieme.
«Rimarremo morti per molto più tempo di quanto siamo stati vivi».
È da questa riflessione, tanto paradossale quanto innegabile, che prende le mosse lo spettacolo.
Benedetta Parisi accompagna il pubblico in un percorso che attraversa ricordi familiari, tradizioni, suggestioni antropologiche e riferimenti religiosi.
Tra musiche che si inceppano, racconti personali e memorie che si intrecciano, Parisi costruisce un dialogo vivo con gli spettatori, coinvolgendoli nella progressiva trasformazione del funerale in un momento di partecipazione condivisa.
La sua interpretazione trova forza proprio nell’equilibrio tra comicità e vulnerabilità, senza banalizzare il dolore né indulgere nella retorica, l’attrice mette in discussione le convenzioni che regolano il nostro rapporto con la morte.
Il riso diventa così uno strumento per avvicinarsi a ciò che spesso preferiamo tenere a distanza, mentre la dimensione personale si apre a una riflessione collettiva sugli affetti, sull’eredità familiare e sul desiderio di lasciare una traccia di sé.
Funerale all’italiana è una messa profana che guarda alla morte con leggerezza e profondità, trasformando il rito in un momento di incontro, partecipazione e umanità, ha raccolto ampi consensi dalla critica specializzata per la sua capacità di affrontare il tabù della morte in modo dissacrante, ironico e profondo.
Perché, in fondo, parlare di morte è un modo per ricordarci cosa significa essere vivi.


