La scienza incontra la musica
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A Feletto Umberto lo spettacolo musicale con lo scienziato Mauro Ferrari e il cantautore Piero Sidoti
La scienza non è soltanto un insieme di conoscenze, ma un’avventura umana fatta di intuizioni, tentativi, fallimenti e nuove scoperte. È da questa prospettiva che nasce RiconoScienza – La scienza raccontata da chi la vive, lo spettacolo in programma mercoledì 28 ottobre alle 20.30 al Teatro Paolo Maurensig di Feletto Umberto, nell’ambito di Ouverture, il ciclo di appuntamenti fuori abbonamento proposto dalla Fondazione Luigi Bon in attesa dell’avvio ufficiale della stagione 2026/2027.
Ideato, scritto e interpretato da Mauro Ferrari, scienziato di fama internazionale e pioniere della nanomedicina, e Piero Sidoti, cantautore, attore e docente di matematica e scienze, vincitore della Targa Tenco, lo spettacolo mette in dialogo due linguaggi solo apparentemente distanti: il racconto scientifico e la musica. Sul palco, le esperienze professionali e personali di Ferrari si intrecciano con le canzoni di Sidoti, dando vita a un percorso che attraversa le sfide della ricerca, le responsabilità dello scienziato e le domande etiche legate al progresso.
Dalla lotta contro il cancro metastatico alle ricerche nello spazio, le storie raccontate mostrano come le scoperte nascano spesso dall’incontro tra discipline diverse e da percorsi tutt’altro che lineari.
Tra gli episodi narrati anche un progetto scientifico che nel 2015 portò al lancio di un razzo da Cape Canaveral, nell’ambito di un’iniziativa sostenuta da Elon Musk, conclusosi con un imprevisto che restituisce tutta l’imprevedibilità dell’avventura della ricerca.
Ad accompagnare i due protagonisti sarà una formazione musicale composta da Fulvio Biguzzi Ferrari al pianoforte e alla direzione musicale, Tommy Graziani alla batteria, Massimo Marches alle chitarre e Dario Vezzani al basso elettrico, con Ettore Sgobaro special guest.
Più che una lezione, RiconoScienza si presenta come un «musical della conoscenza»: un’esperienza divulgativa che unisce ragione ed emozione e invita soprattutto le nuove generazioni a guardare alla scienza come a un’avventura collettiva, capace di interrogare il presente e aprire prospettive sul futuro.


