Una madre coraggio_ La errante
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una donna che attraversa la guerra di questo tempo provando a sopravvivere. A Gradisca Laura Marinoni inaugura la stagione alla Bergamas
Innesti – Connessioni teatrali affatto prevedibili, la rassegna ideata da ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale proposta alla Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo, alzerà il sipario mercoledì 4 (con repliche, giovedì 5 e venerdì 6 novembre) alle 20.30, con ‘Una madre coraggio_ La errante’ con Laura Marinoni, diretta da Gianluca Barbadori.
Il testo è un monologo di Michele Santeramo da “Madre Courage e i suoi figli” di Bertold Brecht. I costumi sono firmati da Gianluca Sbicca. La produzione è ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale.
La Errante è una donna che attraversa la guerra di questo tempo provando a sopravvivere. Abituata alla violenza, fa del commercio un’arma con la quale guadagnare un altro giorno di vita.
Incontra il pubblico come si incontrano i clienti dentro una piazza, al mercato, allo scopo di vendere loro esperienza, racconti e oggetti.
La sua tenerezza è sepolta sotto strati di cinismo; proprio il cinismo è l’altra arma con la quale sfida ogni giorno la violenza del nemico, che è dappertutto, potenzialmente dietro ogni angolo. Il suo scopo finale è procedere alla vendita per eccellenza, la più antica di tutti i tempi eppure ancora scandalosa, amorale, provocatoria.
Ci sarà qualcuno, tra il pubblico, che abbia il coraggio di assumersi davvero la responsabilità di un gesto d’amore? C’è tra il pubblico un padre o una madre che abbiano il necessario coraggio? Chi conosce Madre Coraggio troverà nella Errante una lontana somiglianza e una concreta distanza; chi non conosce Madre Coraggio vedrà nella Errante quel che davvero è: un personaggio immerso in questi nostri tempi, in questo nostro commercio continuo, che racconta di amuleti, bambini precipitati e salvi, altri pronti alla vendita come semplici regali per Natale.
«Credo che una drammaturgia pensata oggi, almeno per me, – scrive l’autore, Michele Santeramo -debba considerare lo spettatore al pari di un personaggio in commedia. Se lo invito a teatro, questo spettatore, cosa gli offro? La mia drammaturgia deve chiedersi, oltre a ‘cosa succede al personaggio in questo momento dell’azione’, anche ‘cosa succede allo spettatore in questo momento dell’azione’.
Il tutto mediato dalla presenza dell’attore».


