La Diocesi di Gorizia riabbraccia l’organo più antico
Tempo di lettura: 2 minuti
A Fogliano Redipuglia attesa le benedizione del vescovo e un concerto con Manuel Tomadin e Luca Sartore
Nella Chiesa di Santa Elisabetta a Fogliano Redipuglia cresce l’attesa per un evento di straordinario valore storico e culturale: l’inaugurazione (dopo restauro) dell’organo Pietro Nachini del 1730, il più antico dell’intera Arcidiocesi.
Un tesoro plurisecolare che sta per tornare al suo originale splendore grazie a una complessa ed entusiasmante fase finale di cantiere.
Dietro la data segnata in rosso sul calendario, venerdì 30 ottobre alle ore 20.30, c’è un intenso mese di lavoro incessante e di precisione artigianale.
Una nota ditta specializzata giunta da Padova è infatti impegnata dal mattino alla sera all’interno della chiesa.
Le operazioni in corso richiedono perizia e pazienza infinite: si sta procedendo al delicato montaggio delle canne e dei registri, a cui seguirà il lungo e rigoroso processo di accordatura e regolazione del temperamento.
Ogni singola canna deve essere posizionata e intonata con maestria per restituire allo strumento la timbrica autentica pensata dal celebre mastro organaro settecentesco.
Per consentire agli artigiani di lavorare senza interruzioni e nella massima concentrazione, l’Unità Pastorale ha disposto per tutto il mese di ottobre lo spostamento delle messe feriali (dal lunedì al venerdì) nelle altre chiese della comunità.
Un’occasione che vuole anche valorizzare gli altri luoghi di culto locali, con l’auspicio che fedeli e volontari si avvicinino per prendersene cura con pulizie e addobbi floreali.
I frutti di questo impegno corale culmineranno nella serata d’inaugurazione.
La solenne benedizione dell’organo restaurato sarà impartita dall’arcivescovo Giampaolo Dianin, a cui farà seguito un gran concerto inaugurale che vedrà protagonisti gli organisti Manuel Tomadin e Luca Sartore.
Ad accompagnarli con strumenti d’epoca sarà l’orchestra “Oficina Musicum Venetiae”, con archi e trombe.
La comunità si appresta così a riabbracciare il suo organo, pronto a far risuonare di nuovo le sue armonie.
Livio Nonis


