Il grande cinema di fantascienza torna a Trieste
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Allo Science+Fiction Festival le migliori produzioni di genere fantastico, con oltre 60 anteprime mondiali
TRIESTE – Dal 3 all’8 novembre nel capoluogo giuliano ritorna il grande cinema di fantascienza: la 26ª edizione del Trieste Science+Fiction Festival, organizzato da La Cappella Underground, porta sul grande schermo triestino le migliori produzioni di genere fantastico.
Con oltre 60 anteprime cinematografiche mondiali, internazionali e nazionali alla presenza di registi, attori e autori da tutto il mondo, l’edizione 2026 del festival si svolgerà presso il Politeama Rossetti, che ospiterà i film in concorso e le tradizionali anteprime fuori concorso, il Cinema Ariston, con un’offerta che spazia dai corti ai documentari fino ai classici in versione restaurata, i film di mezzanotte e una proposta di opere più sperimentali, l’ormai iconico Sci-Fi Dome, la struttura allestita in Piazza della Borsa dove si svolgeranno gli eventi extra della manifestazione, e la Sala Xenia che accoglierà gli appuntamenti legati alla letteratura di genere, ai giochi da tavolo e al fumetto.
Anche nel 2026 il Trieste Science+Fiction Festival porterà una selezione delle più interessanti produzioni internazionali di genere, tra anteprime cinematografiche, grandi autori, nuove voci del cinema fantastico e un imperdibile calendario di eventi collaterali aperti al pubblico tra cinema, letteratura, mostre, videogiochi e nuove tecnologie come sempre in perfetto equilibrio tra scienza e fantascienza.
Tanti anche gli ospiti attesi, tra cui Paolo Strippoli, acclamato regista di “L’estranea”, film designato dall’Italia per la corsa agli Oscar 2027, e presidente della Giuria internazionale del Premio Asteroide, il riconoscimento che ogni anno premia il miglior film di registi emergenti nei generi sci-fi, horror e fantasy.
Domenica 8 novembre alle ore 17, presso lo spazio Sci-Fi Dome allestito in Piazza della Borsa, Paolo Strippoli sarà inoltre protagonista della masterclass gratuita dal titolo “Nuovi incubi italiani”, un incontro dedicato al potenziale sovversivo del cinema horror e alla sua capacità di scardinare le convenzioni del panorama cinematografico nazionale.
Partendo dalla propria esperienza artistica, Strippoli racconterà come il cinema horror possa diventare uno strumento per mettere in discussione le regole del racconto tradizionale, sovvertire le aspettative del pubblico e dare forma alle inquietudini del presente.
Un viaggio tra le nuove frontiere dell’horror italiano, alla scoperta di un genere capace di reinventare linguaggi, immaginari e modalità narrative. A moderare l’incontro, realizzato in collaborazione con la Casa del Cinema di Trieste, sarà il giornalista Simone Soranna di longtake.
Tra gli appuntamenti speciali del festival anche l’incontro con Mauro Repetto, co-fondatore e autore degli 883. Venerdì 6 novembre alle ore 18.30, presso la Sala Xenia, Repetto presenterà in anteprima il suo primo romanzo sci-fi “Election Day 2067”, edito da Acheron, un avvincente thriller fantascientifico che intreccia politica, guerra, tecnologia e intelligenza artificiale, interrogandosi sul futuro della democrazia e sulla progressiva perdita dell’identità umana.
A chiudere la 26ª edizione del Trieste Science+Fiction Festival sarà il film “Bucking Fastard” di Werner Herzog, che verrà proiettato domenica 8 novembre al Politeama Rossetti, dopo la tradizionale cerimonia di premiazione delle ore 20.30.
Il nuovo visionario film del maestro del cinema contemporaneo vede protagoniste Kate e Rooney Mara, per la prima volta insieme sul grande schermo. Ispirato alla storia vera delle gemelle britanniche Freda e Greta Chaplin, il film racconta la vicenda di Jean e Joan Holbrooke, due sorelle inseparabili, legate da una simbiosi così profonda da parlare all’unisono, condividere gli stessi sogni e innamorarsi dello stesso uomo.
Dedicato a David Lynch, “Bucking Fastard” segna un nuovo capitolo nell’inconfondibile universo cinematografico del regista di “Fitzcarraldo”, “Aguirre, furore di Dio” e “Grizzly Man”, confermandone lo sguardo radicale e anticonvenzionale sulla natura umana.


