Udinese versione Halloween: con la Roma vede le stregheStudenti precursori dell’amicizia tra Gorizia e la Corea del SudLa libreria di Margherita. Libri al topInvecchiamento attivo: premiati 4 laureati dell’Università di UdineMonfalcone: due nuove dirigenti in ComuneIl grande cinema di fantascienza torna a TriesteCasa Pordenone: l’abitare condiviso diventa realtàFede e comunità nei 95 anni di Nerina NonisTrieste e il Carso nuovo scenario da filmGorizia: Giulia Roldo pronta per la candidatura a sindacoL’Udinese schiva il baratroDoppio premio nazionale per il Linussio di CodroipoUn presidio di solidarietàNuovo sussidio per lo studio del friulanoA Udine la rigenerazione diventa partecipazionePremio Pordenone Musica a Barbara MinghettiMitsubishi Electric acquista società dell’Università di UdineOlimpiadi Giovanili: Francesco Trevisan portabandiera azzurroTrieste fa squadra per prevenire il diabeteSistemi planetari: da Trieste scoperta rivoluzionaria

Pittrice e cuoca, Mima Semec in mostra a Portopiccolo

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 22 Giugno 2024 – 14 Luglio 2024
Organizzatore Duino Aurisina

I suoi dipinti esposti nella Art Gallery. Assieme alle riflessioni scritte dell'autrice che accompagnano le sue opere

MIMA SEMEC A
Mima Semec

Mima Semec

Le opere di Mima Semec, pittrice e cuoca talentuosa, saranno esposte alla Portopiccolo Art Gallery di Sistiana (Duino Aurisina) in una mostra d’arte a cura di Eva Comuzzi.

L’esposizione si inaugura sabato 22 giugno, alle ore 19, nell’ambito della Sezione Territorio della Portopiccolo Art Gallery diretta dall’Associazione Casa C.A.V.E. Organizzata in collaborazione con il Comune di Duino Aurisina e Portopiccolo stessa.

La mostra “Mima Semec. Pittrice e cuoca” sarà visitabile sino al 17 luglio, con orario: venerdì e sabato 17.00-20.00 e domenica 10.00-13.00/17.00-20.00 o su appuntamento, telefonando a +39 338 6045489.

“Mima Semec, conosciuta anche come cuoca – anticipa Eva Comuzzi – si è nutrita e ci ha nutrito soprattutto di fiori. E continua a farlo con amore e costanza, dal momento che anche la sua trattoria e la sua casa sono stati trasformati in un giardino. Un giardino selvaggio dove specie diverse si avvinghiano, si mescolano, si espandono libere, nel tentativo di ridare bellezza e purificazione alla terra. Il suo è un contatto inscindibile con le radici e la memoria. Con quel profondo e quel genuino che hanno a che fare con l’infanzia, con il naïf, con lo stupore. È proprio lì che cerca, così come faceva Ana Mendieta con le sue Siluetas, quel legame sradicato con la Madre Terra”.

“Spesso sul retro di questi dipinti – spiega la curatrice – Mima annota dei pensieri. Pensieri in libertà dove non si cura della forma con cui essi vengono espressi, ma punta alla sostanza. Sono riflessioni che hanno a che fare con lo sfruttamento, le guerre, l’extraterrestre, ovvero con quel qualcosa o qualcuno che non appartiene più a questo mondo, che ha perso umanità e compassione. E allora lei con nuovi passi cerca di delineare nuovi territori, di mapparli, come si vede nei suoi ultimi lavori che, a loro volta richiamano l’intervento di tracciamento della pavimentazione di casa. E dove il colore, simbolo di gioia, bellezza, passione, energia è protagonista indiscusso”.