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Piango in lingua originale

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 13 Marzo 2024
Orario 8:30 PM

L'attrice italo-croata, figlia della dissoluzione dell’ex Jugoslavia, prova a costruire un’identità nuova che tenga conto della propria inevitabile forma ibrida

Piango in lingua originale
Piango in lingua originale

In Piango in lingua originale Carla Vukmirović, attrice italo-croata, figlia dell’esodo della dissoluzione dell’ex Jugoslavia, a partire dai racconti dei genitori, da riflessioni personali e poesie, cerca di districarsi tra i fili ingarbugliati della lingua italiana e croata, provando a costruire un’identità nuova che tenga conto della propria inevitabile forma ibrida.

Le sue varie identità, in lotta tra loro, emergono in una polifonia di lingue e accenti – croato, bosniaco, italiano, serbo, russo – presi in prestito come il sale chiesto ad un vicino di casa. Tra ragionamenti sul genere, sulla lingua e l’identità, l’attrice materializza sul palco un futuro possibile, cercando di rispondere alla domanda che attanaglia ogni giovane che si affaccia all’adultità: chi sono e cosa voglio dalla mia vita?

“Piango in lingua originale” è un primo studio che si confronta con le perplessità di dover scegliere una strada nella propria vita.

Siamo sommersi fin da bambini di input sul nostro futuro, su quali scelte di vita prendere, cosa fare. E intorno a noi fioriscono innumerevoli modelli di riferimento tanto che scegliere come agire diventa complicato.

Consideriamo inoltre che un individuo è frutto di trilioni di fattori che lo identificano e modificano fin dal suo concepimento. Fattori sociali, ambientali, economici, di genere, identitari, ereditari e via discorrendo che lo influenzeranno inevitabilmente nell’atto di prendere delle decisioni.

In questo quadro così umano e complesso viene da chiedersi quanto del nostro futuro è effettivamente nelle nostre mani? Quanto possiamo controllare tutto questo? Saremo mai scevri da tutti i fattori che ci influenzano consapevolmente o inconsapevolmente? E il nostro cosiddetto “destino” come si inscrive in questo panorama?

I temi dell’identità, della scelta, del destino si diramano. Uno dei focus è posto sull’identità di genere, il rapporto dell’autrice con il maschile e il femminile, incarnate dalle figure genitoriali ma anche coesistenti in uno scontro-confronto interiore.

Altro focus è il fattore linguistico e l’esilarante tragicomico senso di inadeguatezza che ne deriva; l’avere a disposizione più modi di comunicare paradossalmente può creare maggiore confusione e frustrazione.

La scelta e il destino vengono scandagliati anche da un punto di vista lavorativo-professionale: “Quali saranno le scelte da un punto di vista lavorativo, produttivo? Ha senso per me l’idea stessa della produttività? Cosa voglio fare della mia vita? Quello che tutti nell’ambiente in cui sono calata/o mi suggeriscono? O voglio qualcosa di diverso? Ho paura di quello che voglio fare veramente?”