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Novecento

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 26 Marzo 2024
Orario 9:00 PM

In prima regionale a Gradisca d'Isonzo lo spettacolo interpretato e diretto da Corrado d’Elia

(ph. Angelo Redaelli)
(ph. Angelo Redaelli)

(ph. Angelo Redaelli)

Interpretato e diretto da Corrado d’Elia, il prossimo appuntamento al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo sarà la prima regionale di ‘Novecento’, di Alessandro Baricco, martedì 26 marzo, alle 21. Un testo meraviglioso e intramontabile prodotto dalla Compagnia Corrado d’Elia.

“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”…

E Novecento è sicuramente una buona storia, scritta dal miglior Baricco e raccontata con straordinaria intensità poetica da Corrado d’Elia, che riesce, ormai da anni, suonando una partitura interpretativa di mille voci ed emozioni, a raccontare con maestria poetica, la storia, incredibile, fantastica, quasi irreale di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, il più grande pianista del mondo, nato su una nave e lì vissuto per tutta la vita, senza scendere mai.

Il tempo della storia sono i meravigliosi Anni Venti, a cavallo tra le due guerre, l’età del primo jazz, quando ogni cosa sembrava muoversi seguendo il ritmo irresistibile e gradevolmente denso di quella musica.

Di quando parole e musica si incontrano in accordo, scambiandosi i ruoli: le parole cioè a diventar musica e le note racconto indispensabile, a comporre così una partitura unica e originale.

La dimensione è quella del ricordo, denso, intenso, come accade con le grandi storie, quelle che parlano del tempo andato, magari ascoltate, tra incanto e incredulità, dalla voce roca di un vecchio marinaio nella bettola in un porto.

Il luogo è una nave, il Virginian, dal nome che sa di lontano, che fa la spola continua dall’Europa all’America, racchiudendo via via in sé tutte le storie del mondo.

Per tutto questo e molto altro, Novecento non è un monologo, ma un incarnato di pura perfezione, una favola struggente e incantata da ascoltare e riascoltare, abbandonandosi al rollio dell’oceano e al ritmo cadenzato di un ragtime.