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La provocazione di Giona

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 01 Luglio 2026
Orario 8:30 PM

Nella Basilica di Aquileia uno spettacolo anticonvenzionale con Gabriella Burba, Romana Maiori e Dario Ponissi

La Provocazione di Giona Locandina
Uno dei mosaici della Basilica di Aquileia
Uno dei mosaici della Basilica di Aquileia

 

La Basilica Patriarcale di Aquileia si prepara a un evento di grande suggestione: mercoledì 1° luglio, alle ore 20.30, andrà in scena “La provocazione di Giona“, azione teatrale con musica.

Lo spettacolo, nato dal testo originale di Gabriella Burba, rilegge la vicenda biblica del profeta in una chiave drammaturgica contemporanea.

La messa in scena è curata da Romana Maiori e Dario Ponissi, che hanno saputo integrare la narrazione con una componente musicale capace di dialogare con la solennità dello spazio storico.

Insieme, i tre daranno vita ad una storia che parte dallo splendido mosaico del Ciclo di Giona, la parte centrale del mosaico del VI secolo della Basilica di Aquileia, per approdare fino ai giorni nostri e al futuro della nostra società. Il tutto in una azione di condivisione e dialogo con il pubblico, che potrà sedere a pochi centimetri dal mosaico e dalle sue magnifiche figure.

L’iniziativa, prodotta dal Teatro del Leone, trasforma la Basilica in un palcoscenico vivo, offrendo al pubblico una riflessione profonda sul percorso esistenziale di Giona. L’ingresso è gratuito, senza necessità di prenotazione.

“La scelta di ospitare questa serata nella Basilica di Aquileia – commenta il direttore della Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, Andrea Bellavite – nasce dalla convinzione che, ancor oggi, i mosaici della Basilica possano insegnare molto alle persone che li osservano. Attraverso loro, infatti, possiamo leggere le storie degli uomini che li hanno creati, e anche di coloro che li hanno visti e toccati per la prima volta. Il fatto che siano rimasti immutati in oltre millesettecento anni ci permette di avere una visione chiara, ma non per questo meno sorprendente ogni volta che ci si pone lo sguardo”.

Livio Nonis