Il canto di Venere e le inquietudini di Giove
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L’emancipazione musicale delle donne raccontata dai francobolli in mostra al Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa
Prorogata fino al 30 aprile la mostra “Il canto di Venere e le inquietudini di Giove – l’emancipazione musicale delle donne raccontata dai francobolli”, organizzata da Emanuela De Domenico nuova responsabile del Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa.
L’esposizione sarà visitabile negli orari di apertura dell’Ufficio postale: da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 19 e il sabato fino alle 12.30.
L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con il CUG – Comitato Unico di Garanzia – del Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste.
L’evento è il primo di quattro percorsi tematici dedicati alla creatività femminile, pianificati dal Museo triestino di Poste per la stagione 2024.
Il percorso si snoda a partire dal mondo della musica classica in cui numerose artiste hanno subordinato le proprie aspirazioni alle regole della cultura patriarcale del tempo salvaguardando così gli equilibri familiari ed evitando eventuali competizioni con mariti e fratelli illustri. Oltre al già citato caso dei coniugi Schumann, la mostra ricorda gli esempi di Nannerl Mozart, Fanny Mendelssohn, Anna Magdalena Bach e Alma Mahler.
Le cose non vanno meglio nel ritmo sincopato del Jazz. Un mondo, questo, in cui nonostante emergano le doti canore di grandi vocalist quali Billie Holiday ed Ella Fitzgerald, si perdono le tracce di bravissime pianiste-compositrici-arrangiatrici, capaci di arricchire le più importanti produzioni musicali del loro tempo, vivendo, in molti casi, anche la doppia discriminazione: essere donne ed essere donne di colore. Tra i vari esempi, è emblematico il caso di Lil Hardin, ricordata più per essere stata la moglie di Louis Armstrong che per il grande talento compositivo e lo spirito imprenditoriale di cui era in possesso.


