Il baco da seta in mostra ad Aiello
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Tra strumenti e memorie un viaggio nella bachicoltura che ebbe un grande sviluppo nella contea di Gorizia a partire dal Settecento
Il Museo della civiltà contadina del Friuli imperiale di Aiello ospita la mostra “Il baco da seta“.
Esposti diversi tipi di tralicci sui quali avveniva la crescita dei bachi, nelle loro 4 mute, una dozzina di trinciafoglie di gelso, che servivano all’alimentazione, due macchine selezionatrici di bozzoli, oltre a pubblicazioni e diplomi.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 5 novembre, ha tre pannelli esplicativi e 25 piccoli pannelli, prestati dalla Biblioteca dell’Ersa, che riproducono le immagini interne ed esterne di tutte le filande e gli essiccatoi presenti in Friuli e in Istria nell’Ottocento.
La mostra è visitabile da mercoledì alla domenica, con orari 9-13 e 15-19, ad Aiello del Friuli con accesso da via Petrarca 1.
All’inaugurazione, il direttore del museo Stefano Cosma ha presentato il catalogo, realizzato grazie alla collaborazione con Ersa Fvg, che nel triennio 2015-2017 aveva dedicato mostre e pubblicazioni alla bachicoltura, alla gelsicoltura e alla seta.
Un’attività presente già a metà Cinquecento nelle campagne del Friuli, ma che ebbe un grande sviluppo nella contea di Gorizia a partire dal Settecento, grazie alla politica di Maria Teresa, prima, e di Francesco Giuseppe, poi, che inaugurò a Gorizia il primo Istituto Bacologico d’Europa (1869).


