Basket: Calzavara scaccia la paura, Udine batte TortonaUdinese versione Halloween: con la Roma vede le stregheStudenti precursori dell’amicizia tra Gorizia e la Corea del SudLa libreria di Margherita. Libri al topInvecchiamento attivo: premiati 4 laureati dell’Università di UdineMonfalcone: due nuove dirigenti in ComuneIl grande cinema di fantascienza torna a TriesteCasa Pordenone: l’abitare condiviso diventa realtàFede e comunità nei 95 anni di Nerina NonisTrieste e il Carso nuovo scenario da filmGorizia: Giulia Roldo pronta per la candidatura a sindacoL’Udinese schiva il baratroDoppio premio nazionale per il Linussio di CodroipoUn presidio di solidarietàNuovo sussidio per lo studio del friulanoA Udine la rigenerazione diventa partecipazionePremio Pordenone Musica a Barbara MinghettiMitsubishi Electric acquista società dell’Università di UdineOlimpiadi Giovanili: Francesco Trevisan portabandiera azzurroTrieste fa squadra per prevenire il diabete

Cervignano si interroga su confini, conflitti e democrazia

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 27 Settembre 2024
Orario 8:30 PM

Il vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, ospite al Pasolini in una serata di approfondimento nell'ambito dei festeggiamenti patronali

trevisiOK
Monsignor Enrico Trevisi

Monsignor Enrico Trevisi

Venerdì 27 settembre alle ore 20.30 al Teatro Pasolini, nell’ambito del programma di festeggiamenti del Patrono San Michele promossi dalla Parrocchia di Cervignano in collaborazione con il Comune, è prevista la serata “Confini, conflitti e democrazia: ripartire dalla Speranza”.

Un’intervista a monsignor Enrico Trevisi, vescovo di Trieste, condotta dal giornalista Andrea Doncovio che dialogherà sui temi cruciali dei nostri tempi: confini, conflitti e il futuro della democrazia.

trevisi

Tematiche che stanno cambiando la geopolitica, gli impianti economici e tecnologici, e di conseguenza gli aspetti quotidiani del vivere di interi Paesi.

Un altro tema che sarà affrontato sarà quello del Giubileo “2025” dedicato alla speranza.

Infine si parlerà di “Gorizia e Nova Gorica, capitale europea della cultura 2025”.

Il convegno nazionale Caritas ha sottolineato come i confini, un tempo barriere, stiano diventando sempre più zone di incontro e scambio. Grazie al lavoro anche di molti cattolici di qua e di là del vecchio doloroso confine, l’esperienza di Gorizia e Nova Gorica dimostra come la collaborazione tra persone di buona volontà possa superare divisioni politiche e culturali profonde. Nonostante le cicatrici del passato, la regione ha preservato un’antica tradizione di multiculturalismo.

sanMichele24

Tuttavia, l’Europa senza frontiere presenta ancora delle contraddizioni: mentre è aperta ai cittadini europei, resta chiusa ai migranti, evidenziando la necessità di un’integrazione più equa e inclusiva.

Livio Nonis