Carmen
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A Pordenone in esclusiva per il Nordest uno dei lavori più celebrati e rappresentati nel mondo di Antonio Gades
(ph. Javier del Real)
Venerdì 8 novembre appuntamento con la grande danza spagnola con “Carmen”, per la direzione artistica di Stella Arauzo (inizio ore 20.30).
A 150 anni dalla sua composizione, la partitura di Bizet conserva tutta la sua intensità e attualità ed è mirabilmente portata in scena dalla compagine spagnola appassionata interprete del flamenco più autentico.
Gli artisti della Compañía Gades vivono e respirano il balletto e rivelano le molteplici sfaccettature di un personaggio combattivo, appassionato e amante della libertà come Carmen. Le scene e gli eventi si susseguono con ritmo serrato, senza che alla fine lo spettatore sia consapevole di ciò a cui ha assistito: se alle prove di una compagnia di flamenco o ad una vera tragedia.
“Carmen” è il terzo balletto narrativo di Antonio Gades, scomparso nel 2004, dopo Don Giovanni e Bodas de Sangre, ed è il primo lavoro scenico derivante dalla sua proficua collaborazione con il cineasta Carlos Saura. I due creatori si sono ispirati al racconto di Merimée piuttosto che al libretto dell’opera e si sono serviti della celebre partitura di Bizet contrapponendola per la prima volta con la musica flamenca in scena. Gades era un profondo ammiratore della cultura popolare spagnola: “Ho voluto lavorare con la musica che aveva ispirato Bizet, la musica popolare originale, per mostrare come una chitarra e una cantante di flamenco possono avere lo stesso potere, se non di più, in certi momenti, di un’orchestra con cento maestri”, spiegava il coreografo.
“Carmen non è una donna frivola né una ‘mangiauomini’ ma una donna onesta che quando ama lo dice apertamente e quando non ama lo dice altrettanto chiaramente. In altre parole, è una donna libera e non considera i suoi sentimenti come una proprietà privata”, si legge ancora nelle note del coreografo. “Ha una considerazione così alta del concetto di libertà che ha preferito morire piuttosto che perderla”.
Secondo Gades la figura di Carmen è stata fraintesa quando l’opera fu scritta nel 1837: “Carmen rappresentava la vera emancipazione femminile, e Don José concepisce l’amata come proprietà privata: ho creato Carmen perché non mi piaceva l’immagine stereotipata e falsa che se ne era fatta”.


