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Atemporale. La bora non genera ombre

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 01 Giugno 2024 – 25 Giugno 2024
Organizzatore Trieste

Mostra personale dell’artista austriaco Rupert Rebernig. Esposte oltre una ventina di opere realizzate ad acrilico su tela

Senza titolo, 2023, acrilico su tela, cm. 40x40
Senza titolo, 2023, acrilico su tela, cm. 40x40

Senza titolo, 2023, acrilico su tela, cm. 40×40

Libero come un ruscello fresco e trasparente che scende dalle montagne più alte, – scrive la curatrice Marianna Accerboni – il gesto pittorico di Rupert Rebernig si libra cristallino a interpretare e a riferire le emozioni, le intuizioni e gli stati d’animo dell’artista attraverso un lessico espressionista astratto, che ha avuto rappresentanti molto significativi nel mondo austro-tedesco e nell’Europa del Novecento.

Dall’astrazione di Rupert scaturisce una pittura luminosa e poetica, in cui, silenziosamente, i paesaggi visibili vengono tradotti e sintetizzati in visioni interiori. Libere estrinsecazioni della sua sottile energia vitale e creativa, che procede al ritmo dei suoi diversi stati d’animo lungo un sentiero intimo, molto coerente e all’unisono con l’introspezione con cui l’uomo moderno ha dovuto confrontarsi dopo la débaĉle e gli sconvolgimenti dovuti al primo conflitto mondiale. Libera semplificazione e sintesi contro i decorativismi anche razionali dei periodi precedenti, ci catapultano, con la pittura di Rebernig, in un nuovo emisfero estetico ed emozionale, in cui i ritmi e i suoni atti ad accompagnare la sua silente poesia potrebbero essere le note dodecafoniche composte dal musicista austriaco Joseff Matthias Hauer. Per sognare ancora, ma in modo contemporaneo.

La rassegna di quest’anno è dedicata in particolare a Trieste, città dove l’artista viene sempre più spesso, al suo mare e al suo vento iconico, la Bora, che rappresenta un’energia senza tempo, che ci raggiunge all’improvviso, hic et nunc. Da qui discende il titolo della mostra, “Atemporale”.

Rupert Rebernig, artista carinziano autodidatta, dipinge dal 1984. L’impulso a dedicarsi all’arte gli è stato ispirato dalla pittrice accademica Gertraud Pesendorfer, allieva di Herbert Boeckl e membro della Wiener Sezession, vissuta a Vienna e in Carinzia. Ogni anno vive e dipinge in diverse città dell’Alpe Adria, da Venezia all’amata Istria. Ha trovato luoghi d’ispirazione anche sul Carso triestino e in Sicilia, nel paese dove fioriscono i limoni… Kennst du das Land, wo die Zitronen blühn…? di goethiana memoria (breve canto contenuto nel romanzo Wilhelm Meister. Gli anni di apprendistato, di J. W. Goethe, 1795). Una sua opera si trova nel Museo della Bora di Trieste.

DOVE: Sala Comunale d’arte – piazza dell’Unità d’Italia, 4 – Trieste

QUANDO: 1 – 25 giugno 2024

ORARIO: tutti i giorni 10-13/17-20