Marco Petean: una stanza tutta per sé
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Nuova mostra personale dell'artista cervignanese: i suoi "teatrini" in terracotta policroma esposti a Villa Ferrari
CERVIGNANO DEL FRIULI – Sabato 26 settembre inaugurerà, presso la sala Murgia di Villa Ferrari – Biblioteca L. Sepulveda di Castelnuovo Rangone, la mostra personale di Marco Petean (leggi l’intervista) dal titolo “Una stanza tutta per sé”.
L’esposizione, curata da Diana Cerne e Alessandro Mescoli in collaborazione con Ricognizioni sull’Arte, è dedicata alla serie dei celebri “teatrini” in terracotta policroma e resterà aperta al pubblico fino al 18 ottobre 2026, offrendo ai visitatori un viaggio intimo all’interno dei luoghi dove l’arte prende vita: gli studi d’artista.
Inoltre, presso la vetrina della biblioteca, sarà possibile consultare i cataloghi dell’artista per approfondire il suo percorso poetico e tecnico
Il titolo, omaggio al celebre saggio di Virginia Woolf, eleva lo studio d’artista da semplice spazio fisico a necessità vitale e politica.
Come spiega la curatrice Diana Cerne: «Per esprimere pienamente il proprio pensiero non bastano i mezzi materiali, occorre anche uno spazio inviolabile, una stanza in cui sottrarsi alle pressioni del mondo ed avere la possibilità di diventare ciò che si è. In questa occasione Petean esporrà i suoi teatrini in terracotta policroma che raccontano di luoghi magici e misteriosi: gli Studi d’artista, dove ciò che prima non esisteva prende forma grazie all’intelletto, alla creatività, al talento e al fare. Infatti, ogni tavolo, ogni colore, straccio, pennello, ogni oggetto custodito o dimenticato contribuisce ad ispirare e a delineare un autoritratto dell’artista che lo abita».
I teatri di Petean si inseriscono in una nobile tradizione scultorea, evocando le riflessioni mentali di Fausto Melotti, le narrazioni fiabesche di Giosetta Fioroni e le scatole spaziali di Lucio Fontana.
L’opera di Petean, tuttavia, si distingue per una profonda ricerca documentaria: l’artista ha visitato studi contemporanei e studiato, attraverso foto e aneddoti, i luoghi di creazione dei grandi maestri della storia dell’arte, cristallizzandone l’emozione in miniatura; assorbendone e facendo propri, accadimenti, umori e ricettacoli.
L’artista vede, traduce, interiorizza. Si fa sismografo, e infine restituisce un modello che può essere più reale dell’esistente; a volte drammatico, altre ilare. Ma sempre filtrato dalla grande sensibilità dell’autore, della quale abbiamo prova ed esempio già dal modellato: scapigliato e romantico oppure organico e polveroso, e anche dalla temperatura cromatica; cipriata o accesa che sia, sempre evocante intimità.
I colori prediletti, spesso stemperati dal bianco, rincorrono terre di vari calori. Cromie tenui, ampie e diversificate, calano l’osservatore nella posizione privilegiata di vedere la scena senza interferire, anche quando Petean decide di rappresentare nell’energia del colore l’attività di uno studio d’artista, la sua frenesia, o per contro, la sua fissità.
Marco Petean descrive il suo lavoro come un atto di relazione e memoria: «Ho iniziato a rappresentare gli artisti, ritraendo pittori e scultori del mio territorio, il Friuli-Venezia Giulia, dopo che li avevo incontrati all’interno dei loro studi, con il desidero di cristallizzare le emozioni che avevo provato e di condividerle con i visitatori delle mie mostre.»
La scelta di esporre all’interno di un polo bibliotecario non è casuale. «Volevo», continua Petean, «che i miei teatrini entrassero in dialogo con il contesto di una biblioteca, dove la memoria di una comunità diventa sapere accessibile a tutti e che negli anni ha accolto artisti di primo piano nel panorama dell’arte contemporanea, della scultura e dell’arte ceramica, in particolare, una storia espositiva prestigiosa che sento come uno stimolo ed un onore».
La mostra sarà visibile da sabato 26 settembre fino a domenica 18 ottobre, tutti i sabati e le domeniche, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Sarà presente il foglio e il personale di sala.
In occasione della mostra sarà presentato l’inedito leporello “Marco Petean. Studi d’artista”, realizzato appositamente dall’autore per questa mostra in edizione limitata, numerato e firmato.


