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Tre giovani grifoni rimessi in libertà

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Emozioni alla Riserva di Cornino. Un quarto esemplare, salvato in extremis, sarà reintrodotto in natura fra alcuni giorni

liberazione grifoni
La liberazione dei tre grifoni
La liberazione dei tre grifoni

 

FORGARIA NEL FRIULI – Di nuovo liberi, in volo sulla Riserva naturale regionale del lago di Cornino: tre giovani esemplari di grifone sono stati reintrodotti in natura ieri, nell’ambito dell’annuale manifestazione Vivi e Liberi di Volare, momento di punta della programmazione annuale del sito protetto gestito dalla Coop Pavees.

«Fanno parte di un gruppo catturato nell’ambito delle indagini sanitarie che vengono effettuate periodicamente dalla Riserva in collaborazione con il dottor Stefano Pesaro, del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell’Università di Udine. Sono stati liberati dopo un periodo di cure e controllo: si tratta di individui immaturi, uno di 2 anni d’età e gli altri fra i 3 e i 4; il loro peso oscilla fra i 6,5 e i 7,5 kg», ha spiegato il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero.

Non è stato invece ancora possibile liberare una giovane femmina la cui presenza, in stato di difficoltà, era stata segnalata da una persona nei pressi di Gemona.

«Aveva da poco lasciato il nido, probabilmente nella zona di Venzone. Siamo intervenuti più volte e il 28 agosto, finalmente, siamo riusciti a catturare l’esemplare e a portarlo in Riserva. Era molto debole e denutrito e soffriva di un’infezione: pesava solo 5,2 kg. È stato subito preso in cura dal dottor Pesaro», informa Genero.

Atteso in Riserva per oggi, l’avvoltoio sarà trattenuto in voliera per alcuni giorni, poi verrà immesso in natura. Sarà chiamato Mara in onore della signora che ha comunicato alla Riserva l’avvistamento e che ha monitorato gli spostamenti dell’animale, agevolandone, di conseguenza, il salvataggio.

A rilasciare i maestosi re dell’aria sono stati il presidente della Coop Pavees, Luca Sicuro, e i suoi collaboratori. Presenti all’atteso “rituale” anche il sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro, il vice Luigino Ingrassi (che ha richiamato la ricorrenza del trentennale della Riserva e ribadito l’importanza del Progetto Grifone, grazie al quale la specie si è reinsediata sulle alture di Cornino e, da lì, ha riconquistato un ampio areale montano), il sindaco di Trasaghis Stefania Pisu e Federico Petri, assessore a Forgaria.

Lo spettacolo ha coronato una giornata densa di iniziative divulgative e scientifiche, apertasi già al mattino con tour guidati al Centro Visite e al lago e proseguita, in fascia pomeridiana, con il consueto spazio di approfondimento.

Il monitoraggio delle coppie di grifoni presenti sul territorio, un centinaio, «è molto impegnativo», ha sottolineato il direttore Genero, rendendo noto che sono state individuate 20 aree di nidificazione nei settori prealpini e alpini della regione, con numeri di coppie variabili da 1 a 18.

Settanta i piccoli nati nella stagione 2025/2026, su un’ottantina di uova deposte; solo 55, tuttavia, sono arrivati all’involo.

«La potenzialità riproduttiva è quindi elevata, ma vari fattori determinano perdite nel lungo periodo della cova e dell’allevamento dei giovani grifoni: si spazia da disturbi di origine antropica (parapendio, elicotteri, scalatori) al rifornimento non regolare del punto di alimentazione, per vari motivi organizzativi, fino, probabilmente, agli incendi. Anche il caso degli avvelenamenti registrati in Austria lo scorso mese di aprile ha comportato la perdita di almeno 8 grifoni (verosimilmente vari altri non sono stati trovati), incidendo sulle nidificazioni», ha chiarito Genero.