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Il trio Etnoploč conquista il Pasolini

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Grandi applausi a Cervignano per l'ultimo concerto della stagione musicale. Tra raffinatezza ed eleganza

Etnoploc
Etnoploč Trio

Etnoploč Trio

CERVIGNANO DEL FRIULI – Un ultimo concerto di grande emozione, raffinatezza ed eleganza nella commistione di generi e linguaggi musicali.

Un concerto di chiusura della bella stagione musicale al Teatro Pasolini di Cervignano, presidio di cultura amato dal pubblico e che non va chiuso, come ha ribadito salutando i molti spettatori in platea e galleria, fra di loro tanti studenti, il direttore artistico di Euritmica, Giancarlo Velliscig.

Sul palco i fantastici musicisti del trio Etnoploč composto da Aleksander Ipavec alla fisarmonica,
Piero Purich al sax tenore e soprano e Matej Spacapan alla tromba.

Tre interpreti e autori di alto valore artistico e tecnico, con una vasta esperienza in tutti i campi musicali: una lunga attività di produzione e ricerca nella musica popolare dell’area italo-slovena, numerose e prestigiose collaborazioni con musicisti internazionali.

Ama la musica balcanica e quella sarda il trio che ha regalato un concerto di grande emozione con picchi di bellezza interpretativa.

Intenso il loro ricordo di parole, aneddoti oltre che di musica di Andrea Parodi, cantante e compositore sardo dal quale hanno ammesso di aver imparato molto. Una collaborazione interrotta dalla sua prematura morte.

Generosi durante tutto il concerto e anche per i bis richiesti a gran voce. Toccante e intensa la lettura delle parole, prima della musica, di Felix Luna per il brano “Alfonsina y el mar” dedicata alla poetessa argentina morta suicida.

Musica mista quella del trio, un excursus sregolato ma coerente e ben impostato dalla musica etnica, alle melodie balcaniche, per loro reale culla del blues, dal klezmer al repertorio popolare russo ai tanghi argentini, fino ad approdare agli inni gospel e all’amato blues. Il tutto reso sorprendente da momenti di complice improvvisazione.

“Ploc” in dialetto triestino significa “pozzanghera” e in senso lato può indicare anche un insieme confuso, sporco e disordinato. Nel loro caso però sì coglie l’insieme di tanta professionalità e cuore nell’essere musicisti.

Alla fine davvero tanti e meritati gli applausi.