Parità di genere in campo e nella vitaMarco Petean: una stanza tutta per séCanoa: Michielan di bronzo agli Olympic HopesBaseball: Ronchi chiude con l’amaro in boccaIl folclore friulano incanta la SloveniaMotori e solidarietà: il grande cuore di Campolongo TapoglianoUdinese imbrigliata e sfortunataANCI: Ziberna presidente della commissione Politiche comunitarieL’arte di Zec nella chiesa dell’Abbazia di RosazzoGorizia: la casa di riposo diventa “smart”Mobbing: crescono le richieste di aiutoUn documentario per dare voce alle Valli del NatisoneAlfa Mist star di Jazz & Wine of PeaceMele: in FVG raccolto in crescitaArcheologia subacquea: missione friulana a RagusaGorizia: via Boccaccio pronta per Gusti di FrontieraSoftball: Castionese chiamata all’impresa impossibileDanza: Fiumicello in cima al mondoDa Trieste alla TV: concluse le riprese di “Nemo”La Bibbia di Aquileia torna al centro della cultura europea

Strassoldo: alpini in prima linea tra passato e futuro

Tempo di lettura: 3 minuti

Tradizionale celebrazione in occasione della "Madonna della Neve", con autorità e gruppi ANA del territorio

madonan della neve 02

CERVIGNANO DEL FRIULI – Dal 1985, quarantun anni fa, gli Alpini dei gruppi di Strassoldo, Aiello e Joannis si riuniscono il 5 di agosto per un atto di devozione alla Madonna della Neve e per un momento di preghiera nella cappellina costruita vicino alla sede.

L’evento serve a ricordare i soci del gruppo “andati avanti”, in particolare il primo capogruppo Romano Vitas, a cui è stata dedicata una targa all’interno della cappellina dove si è tenuta la messa.

La figura della Madonna, in generale, è da sempre considerata una protettrice e un simbolo di speranza. Per gli Alpini, che operano in ambienti spesso ostili e pericolosi come le montagne, la Madonna della Neve rappresenta una figura materna a cui affidare le proprie preoccupazioni e speranze.

A fare gli onori di casa era il capogruppo A.N.A. di Strassoldo, Stefano Perini.

Erano presenti i presidenti della sezione A.N.A. di Palmanova, Stefano Padovan, e di Gorizia, Paolo Verdoliva, il sindaco di Cervignano del Friuli, Andrea Balducci, e quello di Aiello del Friuli, Roberto Festa, oltre a molte delegazioni di rappresentanti dei gruppi limitrofi — tra cui alcuni provenienti dalla provincia di Gorizia — e rappresentanti di altre forze armate.

Don Manuel Millo ha officiato la celebrazione accompagnato dal coro delle parrocchie di Crauglio, Nogaredo al Torre e Aiello del Friuli.

I cantori hanno intonato suggestivi brani in friulano e latino, concludendo la celebrazione con il celeberrimo “Signore delle Cime“.

A conclusione della funzione religiosa Stefano Perini ha letto la Preghiera dell’alpino e ha ricordato come la ricorrenza rappresenti ormai da quarant’anni un momento di fede, memoria e convivialità, richiamando anche la presenza dell’allora arcivescovo di Gorizia, monsignor Antonio Vitale Bommarco, all’inaugurazione della cappelletta, realizzata per volontà del primo capogruppo, Vitas, al quale è stato rivolto un particolare pensiero insieme a tutti i soci del gruppo scomparsi.

Nel ricordare i cinquant’anni di attività del gruppo, il capogruppo ha ribadito i principi che guidano gli Alpini: servizio, solidarietà, amicizia, senso civico e attaccamento ai valori della democrazia.

Ha quindi illustrato l’impegno nella cura dell’area della baita e della cappelletta, resa possibile dalla collaborazione con il Comune di Cervignano del Friuli, ricordando il recente restauro del monumento ai Caduti di Strassoldo, finanziato anche dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Tra i prossimi interventi è prevista la manutenzione straordinaria della baita, sostenuta dalla Regione e dal Comune, con l’obiettivo di valorizzare un luogo a disposizione dell’intera comunità.

E come ogni manifestazione alla fine gli alpini hanno servito il “Rancio Alpino” a tutti gli intervenuti.

  • madonan della neve 01
    Don Millo durante la celebrazione

Il titolo “Madonna della Neve” si richiama alla visione del Pontefice Liberio, Papa degli anni 352-366, il quale secondo la tradizione la notte del 5 agosto del 352 ebbe in visione la Vergine Maria che lo invitò a costruire e a intitolare una Chiesa sul luogo ove la mattina seguente si fosse trovata la neve intatta: venne così edificata la Basilica di Santa Maria Maggiore.