Il Perdòn di Barbana
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È uno dei riti più antichi in regione, che ogni prima domenica di luglio avvolge la laguna di Grado tra fede e tradizione. Grazie anche all’opera meticolosa dei “Portatori della Madonna”
I portatori della Madonna a Barbana
GRADO – In una carta antica quasi lacera stava scritto così: “Il Popolo di Grado l’anno 1237 per una grandissima mortalità, et influenza di pestilenza, che coreva in detto loro Castello è invitò nel giorno della Visitazione di Maria Vergine, che core li due luglio; nel qual mese detta pessima influenza di do ver intervenire uno per Casa a visitare la Miracolosa e Beatissima Vergine Maria di Barbana in perpetuo in un tal giorno, overo la prima Domenica di esso mese di Luglio, e che a pena fecero questo voto che la pestilenza cessò in un momento; da questo tempo in qua sempre sempre così fù praticato”.
Così nacque la processione che fu definita “Perdòn di Barbana”.
Al centro di una delle celebrazioni più sentite e storiche legate a questo luogo di fede ci sono i Portatori della Madonna di Barbana.
Queste figure non sono semplici partecipanti, ma custodi viventi di un rito che si rinnova ogni anno con immutata devozione, culminando nel solenne trasporto della statua della Vergine.
La loro dedizione, il loro impegno e la storia che portano sulle spalle, letteralmente e figurativamente, meritano di essere raccontati per comprendere appieno il significato profondo di questa tradizione per la comunità gradese e non solo.
Nell’inverno tra il 1975 e il 1976 il Gruppo Portatori, costituito da 16 elementi, decise di acquistare, in Campiello Tonegazzo 10, una vecchia “caneva”, cioè un magazzino adibito al deposito delle reti da pesca.
Dopo una radicale operazione di restauro, eseguita in proprio dagli stessi soci, il gruppo poté disporre di un ritrovo accogliente nel cuore del centro storico, che venne inaugurato il 9 maggio 1976.
Naturalmente, le occasioni d’incontro si susseguirono numerose nel tempo per concordare e definire programmi e modalità di partecipazione ai diversi eventi religiosi.
Fu in una di queste riunioni che si giunse, nell’anno 1983, alla determinazione di dar vita all’associazione. Solo più tardi, precisamente nel 1997, il gruppo dei portatori, proprietari dei locali, decise, con gesto di generosità, di cedere la proprietà dei vani che compongono la sede all’Associazione dei Portatori della Madonna.
Della sede sociale sono stati ospiti illustri personalità come il poeta Biagio Marin, gli arcivescovi di Gorizia padre Antonio Vitale Bommarco e Dino De Antoni, i vescovi titolari di Grado monsignor Crescenzio Sepe, oggi cardinale e arcivescovo emerito di Napoli, e monsignor Diego Causero.
Con il presidente dell’associazione Adelchi Quargnali anticipiamo ciò che i portatori sono chiamati a fare nel giorno più importante dell’anno, quello del “Perdòn”.
Presidente, il “Perdòn” si celebra la prima domenica di luglio, secondo la tradizione secolare che si sviluppa dal 1237. Voi quando iniziate a preparare l’evento?
«La preparazione inizia molto tempo prima. La nave ammiraglia “Regina del Mare” deve essere portata sullo squero, un’infrastruttura nautica che permette di tirare in secca l’imbarcazione per svolgere lavori di manutenzione. Poi, la settimana che precede l’evento, la prepariamo addobbandola con bandiere e allestendo il palco su cui verrà posta la statua della “Madonna degli Angeli”, che durante l’anno si trova nella Basilica di Sant’Eufemia. Il giorno prima addobbiamo tutto l’esterno della nave con l’alloro, mentre la domenica, alle 4 del mattino, decoriamo con ortensie lo spazio destinato alla Madonna».

Un giorno – quello del Perdon – molto atteso e molto partecipato, vista la passione e la venerazione che professate verso la Madonna.
«La sveglia è a notte fonda, quando completiamo gli ultimi allestimenti. Alle ore 8 assistiamo alla messa nella Basilica di Sant’Eufemia, poi iniziamo la processione. Sono quattro i portatori che iniziano il percorso che porta la statua fino al molo, quattro portano le quattro lanterne, altri portano i gonfaloni. Durante il tragitto c’è una staffetta tra i portatori (avvengono 5 o 6 cambi di posizione sia tra i portatori della statua che tra quelli delle lanterne). Una volta arrivati, posizioniamo la statua della Madonna sul palco e quindi, con la frase “In nome de Dio, avanti!”, si parte alla volta dell’isola di Barbana».
Un pellegrinaggio suggestivo.
«Lungo il percorso, salutiamo la statua della Madonnina del Mare, superiamo il ponte girevole e, dopo una ventina di minuti, arriviamo alla nostra meta. Sull’isola posizioniamo la statua all’aperto, vicino della “Cappella delle Apparizioni” dove viene celebrata la messa. Quindi, prima del ritorno a Grado, riposizioniamo nuovamente la Statua della Madonna. Segue la recita del Te Deum di ringraziamento: da quel momento è sciolto il voto».
I vostri colori ufficiali quale significato hanno?
«Indossiamo camicia, pantaloni e guanti bianchi; cravatta e cintura blu. Non abbiamo una motivazione ufficiale, ma non credo di sbagliare se affermo che il bianco è simbolo del la purezza della Madonna, mentre il blu è il suo colore».
Oltre al Perdòn quali sono le altre attività che svolgete durante l’anno?
«Partecipiamo anche alla Via Crucis, al Corpus Domini, alla Madonna del Rosario. In occasione del nostro patrono, il 12 luglio giorno dei santi Ermagora e Fortunato, organizziamo una sagra interamente a base di pesce, che riproponiamo nell’ultima domenica di luglio».
Come si entra a far parte della vostra associazione?
«La nostra associazione conta una cinquantina di elementi. Chiunque ne fa richiesta può farne parte. Speriamo vivamente che entrino nuovi giovani perché questa tradizione possa andare avanti con il tempo: l’abbiamo ricevuta dai nostri genitori e nonni, per questo deve proseguire».


