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The beat of Freedom

Tempo di lettura: 5 minuti

Data 09 Novembre 2026
Orario 8:30 PM

Marta Cuscunà porta a Trieste la Resistenza a fumetti con il Linguaggio dei Segni

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(© Aghite Pavan)

Lunedì 9 novembre, alle 20.30, il Teatro Miela ospita uno spettacolo di grande significato storico, dal messaggio potente e inclusivo.

Protagonista di “The beat of Freedom” è Marta Cuscunà (attrice e autrice) affiancata dal disegnatore Fabio Babich che commenta con i suoi disegni dal vivo (inquadrati su grande schermo) le parole dell’attrice.

I due artisti condividono il palco con l’interprete LIS Elisa Verrando (non “solo” un’interprete ma una vera e propria attrice nella Lingua Italiana dei Segni, che restituisce emozioni, profondità e intensità dei contenuti dello spettacolo.

Tratto dal libro “Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani” a cura di Giacomo Papi, Stefano Faure e Andrea Liparoto, The beat of Freedom. La Resistenza a fumetti cerca di restituire ai ragazzi e alle ragazze di oggi il sogno rock, nato durante la lotta partigiana, di un’Italia di persone uguali nei diritti e libere.

Lo spettacolo scorre attraverso dieci disegni, dieci illustrazioni uniche ispirate ad altrettante lettere partigiane tratte dal libro.

Davanti agli occhi del pubblico, il disegnatore Fabio Babich (firma Bonelli) realizza le tavole che evocano i paesaggi e le atmosfere della Lotta di Liberazione dal nazifascismo, commentando la narrazione di Marta Cuscunà.

Le mani dell’artista sono sempre presenti nell’inquadratura della videocamera che segue in diretta la costruzione dell’immagine attraverso ogni singolo tratto del pennello o della matita. Acquerelli, chine, illustrazioni a carboncino o pennarelli prendono forma su un grande schermo da videoproiezione mentre le lettere che gli ultimi partigiani ancora in vita hanno scritto per i giovani che non faranno in tempo a conoscerli, risuonano su una partitura inaspettatamente rock.

Al loro fianco la presenza di Elisa Verrando, che con palpitante sensibilità restituisce la narrazione nella LIS Lingua Italiana dei Segni: una vera interpretazione teatrale a favore di chi non può sentire. Un’operazione dal forte significato inclusivo.

«Realizzare “The beat of Freedom” in LIS (Lingua dei Segni Italiana) – spiega Cuscunà – significa raccogliere il testimone della Lotta partigiana per i diritti e una società più giusta e portarla avanti con il fine democratico di permettere a pubblici storicamente esclusi dagli spazi artistici di potervi accedere.

In Italia, la Lingua dei Segni Italiana è stata riconosciuta dallo Stato come vera lingua solo nel

maggio 2021. È giusto, oggi, che artiste e artisti, con il sostegno delle istituzioni culturali, agiscano per riconoscere questa forma di oppressione e rendere finalmente accessibili le loro opere. La traduzione in LIS (Lingua dei Segni Italiana) di “The beat of Freedom” richiede un lavoro non soltanto linguistico ma anche artistico: Elisa Verrando che interpreta in LIS le lettere dei partigiani “performandole” insieme all’attrice Marta Cuscunà e rievocando la partitura rock su cui è costruita la lettura».

Una performance live, dunque, per conoscere attraverso il teatro e il fumetto quel momento della storia del nostro Paese in cui tutto sembrava possibile.

“Io sono l’ultimo”, il libro da cui è tratto “The beat of Freedom”, è nato quando Annita Malavasi, la partigiana “Laila”, ha cominciato a parlare d’amore. Ci teneva a dire una cosa, soprattutto: fu tra i partigiani che, per la prima volta, uomini e donne ebbero pari dignità e che l’uguaglianza sancita dalla Costituzione a guerra finita, non fu un regalo ma una conquista e un riconoscimento. La sua testimonianza fu pubblicata su D – La Repubblica.  Poi arrivarono molte lettere. Alcune erano di vecchi partigiani e parlavano d’amore. Le lettere sono un’autobiografia collettiva di giovani accomunati dall’aver condiviso un tempo e un Paese, che a un certo punto sentirono l’esigenza di cambiare.

 Lo spettacolo “The beat of Freedom” di e con Marta Cuscunà ha come assistente alla realizzazione Marco Rogante; cura e organizzazione sono di Laura Marinelli, Miriam Paschini, la distribuzione di Jean-François Mathieu. Il lavoro è stato creato per ViPride, il gaypride di Vicenza ’13. Le foto di scena sono di Aghite Pavan, la Produzione Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi

A corredo dello spettacolo, a partire dalle 19.00, all’interno dei locali del Teatro è allestita “SEGNI DI RESISTENZA”, una mostra multimediale che ospita opere artistiche in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e opere grafiche.

La mostra ospita le opere finaliste (opere artistiche in LIS – Lingua dei Segni Italiana – e opere grafiche, come disegni e manifesti) di un concorso creativo ispirato a “THE BEAT OF FREEDOM”. Un contest aperto anche alla comunità Sorda e segnante, dedicato al tema della resistenza alle oppressioni. La mostra vuole essere uno spazio partecipato, dove l’accessibilità diventa azione creativa e la Lingua dei Segni Italiana si afferma come lingua artistica e politica, al pari delle arti grafiche.

Le opere finaliste sono di Valentina Aicardi/Mauro Biondillo, Michi Andriola, Valentina Bani, Andreia Cristea, Michela Nanut, Serena Perrone, Pietro Scarso e Valentina Stecchi.

Ci sono opere che parlano della resistenza delle donne contro gli stereotipi e l’oppressione patriarcale, opere che immaginano partigiane contemporanee che portano i simboli del Disability Pride, storie di famiglia durante la dittatura in Argentina, i semi da cui è fiorita la nostra Repubblica, un gruppo di animali e esseri umani prigionieri di un guardiano e del suo cane e una serie di mani che resistono.

La mostra vuole essere uno spazio partecipato, dove l’accessibilità diventa azione creativa in cui la Lingua dei Segni Italiana si afferma come lingua artistica e politica alla pari delle arti grafiche. Perché riconoscere le forme di oppressione e condividerne, in forma artistica, i segni della resistenza è il primo passo per immaginare futuri migliori.