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Venticinque anni e sentirli tutti

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 08 Novembre 2026
Orario 6:00 PM

A Trieste il Pupkin Kabarett di oggi e gli amici di un tempo per celebrare un anniversario speciale

Gran Finale 2015 Max Rossetti
(ph. Max Rossetti)

Domenica 8 novembre, alle 18.00 il Teatro Miela di Trieste ospita la prima di due serate “da capogiro” (per gli attori-musicisti o per il pubblico?) che festeggiano i 25 anni di attività del Pupkin Kabarett, l’iconico show che coniuga cabaret, musica, satira e witz e che dal 2001 accompagna il pubblico triestino.

Il titolo? Venticinque anni e sentirli tutti.

Sarà un grande ritorno quello sul palco del Miela che vedrà attori, musicisti, comici, e i loro relativi personaggi più o meno probabili, ritrovarsi nella stessa “casa” che li ha visti assieme per lungo tempo: Laura Bussani, Alessandro Mizzi, Omar Giorgio Makhloufi, Flavio Furian, con i musicisti Flavio Davanzo, Riccardo Morpurgo, Paolo Muscovi e il ritorno di Stefano Dongetti e Massimo Sangermano.

Non mancherà l’intervallo animato e altri ospiti “a sorpresa”, in una platea che ricorda il cafè chantant.

Se alla prima tutti ne escono sani, il 7 dicembre alle 20.30 (in questo caso si torna al classico lunedì) avrà luogo il secondo episodio, con altre novità.

Non si può che affidare a una sorta di “autocoscienza” dello stesso collettivo il racconto di come potrebbe svilupparsi questa prima, sorprendente, serata. Cosa direbbe un esponente del Pupkin a cui si chiede, naturalmente in modo dissacrante, di osservarsi dall’esterno?

Si chiederanno, la critica e il pubblico: ma cosa c’è da festeggiare? Che dopo un quarto di secolo ancora non la smettono? Nonostante gli accorati appelli della comunità scientifica, dei medici di base, di Roberto Giacobbo. Anche parte del loro pubblico ha intrapreso più volte lo sciopero della fame per scongiurarli dal continuare. Ma dove vogliamo arrivare?

Persino al Miela hanno dei dubbi: come si può celebrare uno show che si autodefiniva “la vostra finestra sul disagio” e che diceva di promuovere “una comicità solidale e socialmente inutile”?

Se il Ministero della Cultura dirama un’allerta gialla in occasione di ogni spettacolo, se i giornali titolano da anni “Con il cabaret portano le malattie mentali” e se anche il WWF sostiene di avere le mani legate, non ci pare ci sia tanto da festeggiare.