Stratificazioni: quando il colore smette di obbedire
Tempo di lettura: 5 minuti
A Trieste la mostra di Claudia Sanna che racconta una pratica in cui l’artista definisce il processo ma non ne controlla completamente l’esito
Venerdì 16 ottobre alle ore 18.18 inaugura, presso lo spazio 18:18 Art Across Borders in via Frausin 3b, Stratificazioni, mostra personale dell’artista sarda Claudia Sanna.
Visitabile fino al 13 novembre, la mostra presenta una selezione di opere appartenenti alla ricerca che Sanna conduce dal 2020 nell’ambito dell’arte tessile, tra estrazione e stratificazione botanica del colore.
Il lavoro di Sanna nasce da un legame profondo con la Sardegna e con la sua cultura tessile tradizionale. L’artista utilizza prevalentemente lini e cotoni grezzi, vecchi corredi, tessuti recuperati o ricevuti in dono: materiali che portano già con sé una storia. Su queste superfici interviene attraverso successivi bagni di colore naturale.
I tessuti vengono disposti su più livelli, attraversati dal pigmento e lasciati reagire. Il colore penetra le fibre, cola, si deposita, supera un primo strato e raggiunge quelli successivi. Ogni superficie trattiene qualcosa e lascia passare altro.
Stratificazioni mette al centro ciò che accade durante il processo. Sanna infatti predispone le condizioni iniziali, ma lascia che gravità, assorbimento, tempo, ambiente e qualità organiche dei pigmenti partecipino alla formazione del lavoro.
La pratica dell’artista nasce così da un ribaltamento delle regole tradizionali della tintura. Se nel procedimento artigianale o industriale uniformità e controllo rappresentano generalmente parametri di qualità, Sanna accoglie invece variazioni, colature e risultati inattesi come parte integrante del processo creativo.
Un elemento centrale nell’immaginario di Sanna è la macchia: aloni, segni del tempo e deterioramenti, fenomeni normalmente associati all’errore o all’imperfezione. Nel suo lavoro, invece, diventano forme da osservare e preservare proprio perché emergono fuori da una progettazione completamente controllata.
La mostra sarà accompagnata da un articolato programma di appuntamenti che approfondiscono i temi della textile art e della trasformazione dei materiali.
Il 17 ottobre alle ore 11:00, Claudia Sanna sarà protagonista del talk Tessuti, memorie e stratificazioni, in dialogo con la scenografa Elena Zamparutti. L’incontro approfondirà il processo creativo dell’artista, con particolare attenzione alla stratificazione e all’estrazione botanica del colore.
Il 24 ottobre, dalle 15:00 alle 17:30, si terrà Fili solidali, laboratorio di fiber art condotto da Paola Cantarutti. Attraverso un semplice telaio a cornice, i partecipanti potranno sperimentare le basi della tessitura manuale e costruire un proprio racconto intrecciando filati naturali, lana, cotone e carta decorata.
Il 4 novembre, dalle 18:00 alle 20:00, il laboratorio Ricami ri/belli sarà invece dedicato al ricamo come pratica di espressione personale e recupero dei materiali. Ago, filo e tessuti di recupero diventeranno strumenti per trasformare materiali dimenticati in piccoli manufatti capaci di accogliere immagini, parole e storie.
Ingresso con tessera associativa.
Biografie
CLAUDIA SANNA
Claudia Sanna nasce nel gennaio 1991 e cresce a Tula, un piccolo paese del nord Sardegna. Si forma presso l’accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove si laurea in Progettazione Artistica per l’Impresa e si specializza in Fashion Design.
Approfondisce lo studio dell’intera filiera tessile vincendo una borsa di studio presso il Biella Master delle Fibre Nobili. Dal 2021 inizia collaborazioni con accademie di belle arti pubbliche e private. Ha collaborato con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, attualmente insegna Cultura Tessile presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e lo IED di Cagliari; inoltre coordina il biennio di Textile Design allo IED di Firenze.
Parallelamente partecipa ad alcune residenze artistiche ed esposizioni in Italia e all’estero. La sua ricerca artistica si muove principalmente nel perimetro dell’arte tessile, appassionatasi particolarmente alla tessitura e alla tintura naturale. Attualmente nella sua pratica approfondisce gli aspetti legati alla tintura e, in particolare, all’estrazione botanica del colore naturale.
La sua terra, la sua cultura e la sua educazione hanno plasmato e caratterizzato fortemente il suo approccio all’arte ed al fare creativo. Grazie allo studio sulla cultura tessile sarda si imbatte, quasi accidentalmente, nelle antiche tecniche di tintura naturale. Da lì inizia il suo pellegrinaggio nel mondo della tessitura, della tintura e della botanica.
ELENA ZAMPARUTTI
Elena è una scenografa e performance designer attiva principalmente nell’opera lirica, in Italia e in Europa. Nell’ottobre 2026 firma le scene di The Telephone/Trouble in Tahiti al Teatro La Fenice di Venezia; nel 2027 firmerà le scene di Rinaldo con la regista Valentina Carrasco, per il Théâtre des Champs-Élysées e l’Opernhaus Zürich.
Dal 2017 collabora con Paolo Fantin. La sua ricerca esplora la scenografia come spazio di relazione, in cui performance, sguardo e incontro con l’Altro si intrecciano, trasformando angoscia e desiderio in immagini drammaturgiche. Ha lavorato con importanti istituzioni internazionali, tra cui la Philharmonie de Paris, la Dutch National Opera, il Teatro Colón, la Semperoper di Dresda e il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro La Fenice di Venezia
PAOLA CANTARUTTI
Paola Cantarutti, di origini friulane, si è formata nella tessitura con docenti diplomate all’Istituto Sello di Udine e con l’artista Giuliana Balbi. Da più di 40 anni la tessitura l’accompagna nel suo percorso di vita. Utilizza materiali che vanno dal filo, al rame, dagli elementi naturali e quelli plastici per creare la trama e l’ordito.
Ha esposto ad Arti Possibili 2020 a Milano ed è stata selezionata per la Biennale Donna di Trieste 2026. Operatrice Shiatsu, collabora a sostegno delle persone fragili e dei loro familiari in laboratori di tessitura e socializzazione, in una struttura sanitaria e sociale.
EEVA KUKKONEN
Eeva Kukkonen (Finlandia), diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, sviluppa una ricerca artistica che attraversa il ricamo, la pittura, il disegno e l’installazione.
Il suo lavoro intreccia tecniche tradizionali di ricamo careliano, legate alle sue origini, riflessioni sulla condizione femminile e una ricerca che indaga le dimensioni simboliche e spirituali della natura. Intrecciando esperienze quotidiane e dimensioni simboliche, dà forma a riflessioni sulla memoria, l’identità e la cultura.
Nel corso degli anni, ha condotto corsi e laboratori nelle scuole, presso centri culturali e in strutture di accoglienza, rivolgendosi a persone con disabilità, persone migranti e persone anziane. Ha esposto in diverse mostre personali e collettive in Italia e all’estero.


