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Nuovo Paesaggio

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 14 Ottobre 2026
Orario 6:00 PM
Organizzatore Gradisca d'Isonzo

Dalla Triennale Milano a Gradisca d'Isonzo: Damiano Gullì protagonista di un incontro sull’arte e lo spazio pubblico

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Damiano Gullì

Mercoledì 14 ottobre alle ore 18, la Galleria Regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo, nell’ambito della mostra FVG70.02 – Nuovi modelli di ricerca, promossa e sviluppata da ERPAC, ospita un incontro dal titolo “Nuovo Paesaggio” con Damiano Gullì, curatore del Public Program e coordinatore scientifico editoria di Triennale Milano e nominato nel 2024 dalla rivista Inside Art “Miglior curatore in Italia”.

Sempre per l’istituzione milanese fino al 2026 è stato curatore per Arte contemporanea e Public Program.

L’appuntamento prende le mosse da una vicenda emblematica della cultura artistica italiana

alla fine degli anni Sessanta: Nuovo Paesaggio, il progetto concepito nell’ambito della XIV Triennale di Milano del 1968 e mai realizzato, che avrebbe coinvolto trentacinque artisti chiamati a confrontarsi con spazi e contesti esterni ai tradizionali luoghi dell’esposizione.

Tra gli artisti invitati figuravano alcune delle personalità che proprio in quegli anni stavano profondamente trasformando il linguaggio dell’arte italiana, tra cui Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, accanto a figure come Fabio Mauri, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Mario Schifano e Nanda Vigo.

Alla vicenda Fabio Mauri dedicò significativamente il testo Una mostra da salvare, pubblicato nell’Almanacco Letterario Bompiani 1969: quasi la necessità di preservare la memoria di un progetto che, pur non essendo giunto alla sua realizzazione, aveva intercettato alcune delle trasformazioni più radicali allora in corso.

A partire da Nuovo Paesaggio, l’incontro allargherà lo sguardo a una questione centrale nella cultura artistica tra gli anni Sessanta e Settanta: l’uscita dell’arte dai luoghi tradizionalmente deputati alla sua esposizione e il suo ingresso nello spazio urbano, nel paesaggio e nella vita quotidiana.

La strada, la piazza, il territorio non diventano semplicemente nuovi luoghi nei quali collocare un’opera, ma spazi nei quali ripensare il rapporto tra artista, pubblico e società. L’opera può così incontrare anche uno spettatore che non l’ha cercata, interrompere la percezione abituale di un luogo e introdurre l’esperienza artistica all’interno della quotidianità.

Il dialogo con Damiano Gullì sarà anche l’occasione per interrogarsi sull’attualità di quella stagione di sperimentazione.

Che cosa rimane oggi dell’idea di portare l’arte fuori dal museo? Quale significato può assumere l’arte pubblica in una società caratterizzata dalla crescente smaterializzazione delle relazioni e dalla continua circolazione digitale delle immagini? Può ancora lo spazio pubblico diventare un luogo nel quale l’esperienza artistica costruisce attenzione, incontro e dimensione collettiva?

Al centro della conversazione sarà inoltre il ruolo delle istituzioni culturali come soggetti attivi di produzione, capaci non soltanto di conservare e ospitare opere e mostre, ma di generare progetti, relazioni ed esperienze che mettano in comunicazione artisti, territori e comunità.

La storia e l’attività contemporanea di Triennale Milano offriranno così l’occasione per mettere in relazione le sperimentazioni di oltre mezzo secolo fa con le questioni che attraversano oggi l’arte contemporanea.

L’incontro si inserisce nel percorso di FVG70, progetto della Galleria Spazzapan dedicato a rileggere le esperienze artistiche sviluppatesi in Friuli Venezia Giulia dagli anni Settanta, mettendole in relazione con il più ampio panorama italiano e con le trasformazioni dei linguaggi, dei luoghi e delle istituzioni dell’arte contemporanea.