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Epatite C, riparte lo screening gratuito in FVG

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Per i residenti appartenenti alle classi di età che vanno dal 1969 al 1989 che non l’hanno già fatto precedentemente. Ecco dove prenotare

Riccardo Riccardi (ph. Regione FVG)
Riccardo Riccardi (ph. Regione FVG)

L’assessore regionale alla sanità, Riccardo Riccardi (ph. Regione FVG)

UDINE – Da oggi i residenti in Friuli Venezia Giulia appartenenti alle classi di età che vanno dal 1969 al 1989 che non l’hanno già fatto precedentemente, potranno prenotare lo screening dell’Epatite C (HCV) usufruendo gratuitamente dei test messi a disposizione dal Servizio Sanitario Regionale.

La prenotazione si può effettuare tramite Call Center regionale (0434 223522), i CUP delle Aziende sanitarie, o nelle farmacie abilitate.

Nel 2023 quasi 70mila persone tra i 55 e i 35 anni si sono sottoposte a questo screening: si tratta del 22% della popolazione di quella fascia d’età.

Alla luce della pericolosità delle patologie che può provocare il virus dell’Epatite C la Regione ha stabilito l’avvio di una nuova campagna di screening.

“La salute – ha dichiarato l’assessore alla salute, Riccardo Riccardi – si mantiene aderendo in modo sistematico alle campagne di prevenzione. In questi anni il nostro Sistema-salute è riuscito a far radicare una cultura della prevenzione che ha accolto positivamente anche questo nuovo test di fondamentale importanza accanto a quelli ben avviati che riguardano gli screening oncologici”.

Come spiega il professor Pierluigi Toniutto, responsabile della struttura di Epatologia e Trapianti di fegato dell’Azienda Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale, l’Epatite è un’infiammazione del fegato causata dal virus HCV (Hepatis C Virus). Spesso questa infiammazione non dà sintomi particolari che permettano di individuarla, ma in modo silenzioso causa seri danni al fegato rischiando di comprometterne le funzioni e arrivando a provocare cirrosi epatica o tumore.

In alcuni casi (si parla del 20-30%) il sistema immunitario riesce a eliminare autonomamente il virus. Nella maggioranza dei casi, invece (e si tratta del 70-80% dei pazienti colpiti), l’infezione diventa cronica provocando danni sempre più gravi al fegato.

Il virus dell’Epatite C si trasmette solitamente attraverso il contatto di sangue infetto, molto più raramente per via sessuale.

Questo spiega anche il perché delle classi di età alle quali si rivolge lo screening gratuito regionale: negli anni precedenti al 1990 non era stato introdotto lo screening obbligatorio del sangue basato sulla ricerca degli anticorpi anti-HCV. Per cui sono a rischio le persone di quelle classi di età che hanno ricevuto trasfusioni di sangue o plasma- derivati, oppure si sono sottoposti a piercing, tatuaggi, agopuntura, interventi odontoiatrici e endoscopie.

Ma anche chi si è ferito con oggetti domestici come forbici, rasoi, tagliaunghie non sterilizzati.

Occorre sottolineare che l’Epatite C è una malattia curabile: sono infatti disponibili trattamenti farmacologici antivirali che permettono l’eradicazione del virus con percentuali superiori al 95% e con effetti collaterali lievi o trascurabili.

Per questo è importante sottoporsi al test: la scoperta precoce della presenza del virus HCV permette un’azione tempestiva ed efficace tesa ad evitare le pericolose degenerazioni dell’infiammazione del fegato.