Da Strassoldo a Barbana: due secoli di tradizione
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Il primo mercoledì di agosto la comunità strassoldina ha rinnovato il voto fatto nel 1823 dai fratelli Magrini e condiviso da tutti
CERVIGNANO DEL FRIULI – Sono 201 anni da quando i fratelli Magrini, due muratori di Strassoldo, stavano lavorando e caddero da un’impalcatura alta. Invocarono la Madonna di Barbana e, miracolosamente, non si fecero male.
Per ringraziarla, promisero di andare in pellegrinaggio a Barbana ogni anno.
Nel 1823, tutto il paese di Strassoldo decise di andare con loro.
Questo voto è raffigurato su una vetrata nella chiesa di San Nicolò a Strassoldo: vegnarin simpri a Vô tal prim miarcui di avost (verremo sempre da Voi il primo mercoledì di agosto).
Da allora gli abitanti di Strassoldo, fedeli alla loro promessa, si recano ogni anno a Barbana nel primo mercoledì di agosto.
Anche quest’anno, un numeroso gruppo di pellegrini si è radunato all’imbarcadero per intraprendere la tradizionale traversata.
Accolti da fra Gregorio con la Croce di Aquileia, i fedeli hanno partecipato alla processione, accompagnata dal canto delle litanie lauretane.
Dopo le confessioni, il parroco don Sinuhe Marotta ha celebrato la messa.
Tra i pellegrini, spiccavano figure come Franco Edvige, Angelo Benacchio e Riccarda Di Biagio, ottuagenari che hanno vissuto l’evoluzione di questa tradizione. Hanno ricordano con nostalgia i tempi della loro infanzia, quando il pellegrinaggio a Barbana era un evento attesissimo, era la vacanza più bella, un’esperienza che univa tutta la comunità.
I ricordi si sono fatti più vivi quando hanno descritto i viaggi in carro fino a Belvedere, un’avventura che durava ore e che li faceva sentire parte di qualcosa di più grande; salire sul vaporetto era come varcare una soglia verso un mondo sacro. Ma il momento più intenso era senza dubbio il pranzo comunitario, un’occasione per condividere cibo, storie e preghiere. Quella tavola imbandita era un simbolo di unione e di fede.


