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Cultura e Spettacolo
11 maggio 2020

Turriaco, i bambini cantano per chi soffre

di Livio Nonis
Emozionante esibizione on line del Coro Diman con il brano "Se un amico"
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I componenti del Coro Diman durante la registrazione
Cultura e Spettacolo
11 maggio 2020 di Livio Nonis Image

Il Coro Diman di Turriaco, composto dai giovani cantori del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi, ha voluto rivolgere un pensiero a chi soffre, a chi non c’è più, ai bambini, agli anziani, a chi lavora, a chi sorride, a chi canta e a chi ci assiste dal cielo, eseguendo da casa, con la direzione artistica e corale della maestra Caterina Biasiol il brano Se un amico (D. Cologgi, V. Giannelli), montato in video a cura di C. Biasiol e M. Natali (clicca per ascoltare ascoltare il brano).

Se un amico è un brano tratto dallo spettacolo musicale teatrale Il viaggio del Piccolo Principe di Daniela Cologgi e Vittorio Giannelli, omaggio all’intramontabile capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry Il Piccolo Principe. Una delle storie più amate da grandi e piccoli che incoraggia a fare qualcosa che, proprio in questo particolare momento, è assolutamente necessario: vedere con il cuore, coltivare la gentilezza e l’amicizia, accettare il distacco, con semplicità e meraviglia anche se con un po’ di nostalgia.

La proposta rivolta ai ragazzi Diman è stata di provare a video-registrarsi su queste note. Ciascuno di loro ha accolto con impegno l’attività e si è registrato dal vivo in casa, cimentandosi in un modo assolutamente nuovo e per niente semplice di fare coro.

È noto che i bambini e i ragazzi, nonostante la loro grande capacità di adattamento, sono tra i più esposti all’impatto indiretto della pandemia in termini psicosociali. Per questo è nata l’idea di creare un video.

La maestra Biasiol ha voluto sostenere e incoraggiare i ragazzi a mettersi in gioco, uscendo virtualmente dalle loro case. Ha detto loro “facciamo finta che state venendo a prove” per rendere la situazione più simile a quella a cui erano abituati. L’importante è stato non solo mantenere i contatti, sentirsi sempre parte del coro e continuare a cantare insieme anche se distanti, ma soprattutto impegnarli in un lavoro per diventare protagonisti di un messaggio di speranza e vicinanza. Nel modo che i ragazzi amano fare e bene: cantare. Loro l’hanno capito, si sono attrezzati con auricolari, cuffie e cellulari e “ci hanno provato”.

Sono andati oltre a un naturale imbarazzo, non si sono fermati alle apparenze e hanno cantato con il cuore. Tutto ciò è stato facilitato anche dal messaggio che questo brano lascia a chi lo ascolta. Sembra essere stato scritto proprio per questo momento straordinario: “... resta un po’ vicino a me... ci vorrà del tempo e con pazienza aspetterai... tu per me come io per te ci saremo noi...” sono alcune delle frasi del testo che emozionano di più. Per finire con il messaggio di speranza che dice “e non saremo soli mai, se nel cuore ci sei: questa è la felicità”.

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