Zanetti: “Senza cuore niente risultati. In squadra si parlerà italiano”Sport, inclusione e supporto scolastico grazie a Pallacanestro TriesteInaugura a Casarsa l’Academiuta PasoliniPremio Luchetta contro lo sfruttamento dell’infanziaDalla tradizione dei manoscritti nasce una nuova professioneLa croce di Celiberti giunta a BarbanaLa monfalconese Ashley Borca è Miss Mondo FVGDa Trieste allo Zoncolan: quattro trappe del Giro d’Italia in FVGPalmanova: arredi urbani dalle idee dei ragazziMuggia: operative le colonnine per la ricarica dei veicoli elettriciLa magia delle Pietre di AurisinaGorizia cerca il suo albero di NataleUdinese: ecco Zanetti per risalire la chinaUdinese: ufficiale l’addio a RunjaicGrado: inizia l’anno accademico dell’UTEPace attraverso la musica: il progetto europeo nato ad AquileiaRitmica: Udine domina la Serie ACanottaggio: Bressan e Toniolo campioni italianiViolenza di genere: Casarsa previene con la culturaUdine: Sandro Sozzo entra nella Sigma Xi

Trieste, Paolo Rodda riconfermato direttore artistico del Verdi

Tempo di lettura: 2 minuti

Un legame iniziato nel 2003

38661 1

Paolo Rodda è stato riconfermato alla Direzione Artistica del Teatro Verdi di Trieste.

Triestino, diplomato al Conservatorio Tartini, fin da giovane ha fatto parte dell’Orchestra della Fondazione, subito dopo la conclusione degli studi di violino. Dal 2003 è impegnato in modo stabile al Verdi, ricoprendo nel tempo diversi ruoli. Un percorso fatto di passione, entusiasmo e voglia di cercare sempre nuovi stimoli e sfide. 

«Con il Teatro Verdi c’è un legame fortissimo – racconta – la maggior parte della mia vita lavorativa è trascorsa qui e sicuramente è qualcosa di unico e speciale, per chi vive di musica, portare avanti in modo continuativo un rapporto professionale con lo stesso teatro e nella propria città».

La carriera nel settore per Rodda inizia subito dopo il diploma, chiamato a insegnare al conservatorio, cattedra che poi manterrà alternandola anche all’attività concertistica, me è il Teatro Verdi poi a entrare nella sua vita e a diventare l’impegno principale. 

«Il “marchio di fabbrica” degli ultimi anni è un modo di lavorare di concerto – spiega Rodda – un lavoro di gruppo, che si è rivelato una strategia vincente. C’è una prevalenza di provenienze e competenze del settore musicale che fa la differenza, e che ha permesso al teatro di crescere molto. C’è un’affinità nello sviluppo del pensiero e delle idee che credo abbia dato un impulso importante al teatro».