Udinese imbrigliata e sfortunataANCI: Ziberna presidente della commissione Politiche comunitarieL’arte di Zec nella chiesa dell’Abbazia di RosazzoGorizia: la casa di riposo diventa “smart”Mobbing: crescono le richieste di aiutoUn documentario per dare voce alle Valli del NatisoneAlfa Mist star di Jazz & Wine of PeaceMele: in FVG raccolto in crescitaArcheologia subacquea: missione friulana a RagusaGorizia: via Boccaccio pronta per Gusti di FrontieraSoftball: Castionese chiamata all’impresa impossibileDanza: Fiumicello in cima al mondoDa Trieste alla TV: concluse le riprese di “Nemo”La Bibbia di Aquileia torna al centro della cultura europeaComunità educanti: mappatura in FVG con le Pro LocoBiodiversità marina: da Trieste la lettura del passatoIntelligenza artificiale: nuova multivisione all’Immaginario ScientificoCanoa San Giorgio: tre onorificenze dal CONILa Nazionale di Volley Sorde protagonista in FVGCervignano: donazioni per gli studenti in difficoltà

Realtà virtuale per far conoscere i propri prodotti

Tempo di lettura: 2 minuti

La visione di Beng

33790 1

Le fiere, sin qui tra i principali contesti per far conoscere aziende e prodotti all’estero, che futuro potranno avere con la rivoluzione nei comportamenti imposti dall’epidemia da Coronavirus e dalle conseguenze che ha generato?

L’interrogativo se l’è posto Beng, l’azienda ad alta specializzazione nell’ambito della fanaleria per moto e auto di lusso, con sede a Tolmezzo, all’indomani dell’annullamento del Salone di Ginevra e di altre manifestazioni fieristiche, un must mondiale per ogni produttore legato al mondo dell’automotive.

«Avremmo dovuto essere presenti con nostre produzioni installate su alcune macchine di particolare pregio, con dettagli unici», spiega l’amministratore Matteo Bearzi. L’azienda, infatti, progetta, sviluppa e realizza dispositivi illuminanti semplici e complessi, attrezzature per la loro realizzazione, prototipi dedicati fino alla produzione di piccole serie complete e omologate per un mercato di nicchia.

Beng la risposta se l’è data subito dopo essersi posta la domanda e ha cominciato a organizzarsi di conseguenza. «Il distanziamento sociale cui ci costringerà ancora a lungo questo virus – premette Bearzi – mal si coniuga con gli eventi fieristici, che hanno per loro natura un’alta partecipazione di persone e implicano un contatto ravvicinato tra espositori e visitatori. Gli eventi fieristici come li abbiamo concepiti sin qui dovranno perciò per forza cambiare e la realtà virtuale potrebbe dare un buon contributo».

Secondo Bearzi, infatti, il proprio settore può essere ben raccontato, anche nei minimi dettagli, «con filmati che, grazie alla realtà virtuale, portano il cliente a vivere un’esperienza immersiva stando comodamente seduto nel salotto di casa».

outlet30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questa maniera, continua l’imprenditore, «potremo continuare a salvaguardare l’importante funzione di marketing per l’export che gli eventi fieristici rappresentano e non subire i cambiamenti imposti dal Covid-19».

Questa trasformazione richiederà una capacità di raccontarsi anche da parte delle aziende. «Dovremo potenziare la presenza online, ma soprattutto essere online in maniera nuova, più esaustiva, in modo che i clienti possano restare completamente soddisfatti anche senza aver visto e toccato, in prima istanza, progetti e prodotti». Per questo Beng «si è già messa al lavoro, per utilizzare in modo rinnovato web e social network che già utilizzavamo», conclude l’imprenditore, convinto che proprio dalle piattaforme informatiche «possano nascere nuove opportunità di business a livello internazionale».