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Promotori di dialogo: Trieste omaggia Mattarella e Pahor

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L'Università giuliana ha conferito la laurea honoris causa al presidente della Repubblica italiana e all'ex capo di Stato sloveno

Da destra Mattarella, Di Lenarda e Pahor
Da destra Mattarella, Di Lenarda e Pahor

Da destra Mattarella, Di Lenarda e Pahor

TRIESTE – L’Università di Trieste ha conferito oggi la Laurea Magistrale honoris causa in Giurisprudenza al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e a Borut Pahor, già presidente della Repubblica di Slovenia.

A motivare il doppio conferimento è la politica di riconciliazione perseguita dai due presidenti che ha reso l’area del confine orientale, segnata dalle ferite della storia del Novecento, un esempio di collaborazione tra popoli legati dalla comune appartenenza all’Unione Europea.

La motivazione

Sergio Mattarella e Borut Pahor hanno saputo coraggiosamente ripudiare la prospettiva angusta dell’egoismo nazionalistico, per perseguire invece una politica di riconciliazione, retta sulla creazione e sul consolidamento di spazi e di simboli dedicati alla memoria collettiva, quale fondamento di autentica pace tra i popoli. Due statisti che hanno interpretato l’amor di patria in una dimensione europea alta, così contribuendo a trasformare la frontiera adriatica, da territorio di aspro conflitto etnico e culturale, ad area di dialogo, di cooperazione e di amicizia, nella comune coscienza dei diritti umani e nella luce delle libertà democratiche”.

Il testo della motivazione è stato letto in italiano dal professor Gian Paolo Dolso, direttore di IUSLIT, il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione di UniTS che ha proposto il doppio conferimento della Laurea ad Honorem.

La versione in sloveno è stata invece affidata alla professoressa Tereza Pertot.

I professori Davide Rossi e Fabio Spitaleri hanno dato lettura delle due laudationes.

“Compito del nostro Ateneo è costruire ponti e non muri, contribuire concretamente alla crescita sociale, culturale ed etica dei nostri giovani”, spiega Roberto Di Lenarda, rettore dell’Università di Trieste. “In un momento storico come quello attuale, segnato da scenari di guerra, l’Università apre le sue porte, include, protegge e sostiene soprattutto i più deboli, ma deve essere rispettata nella sua autonomia di collaborazione per produrre scienza e sviluppare cultura, umana e sociale”.

La cerimonia è stata arricchita dall’esecuzione degli inni italiano, sloveno ed europeo a cura del Coro e Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, diretto da Riccardo Cossi. Hanno affiancato il Coro dell’ateneo alcuni componenti del Coro Vikra.

Al termine della cerimonia è stato anche eseguito l’inno del Centenario dell’ateneo “Sorprendi la sorte”, con testo di Marcela Serli.