Pesca del Cuore: trionfa Gianfranco De GiustiFarmacoresistenza nei tumori: nuovi anticorpi direttiBasket: Gorizia celebra i campioni dell’UGGEducazione e sicurezza: a Palmanova riparte il PedibusMonfalcone in rosa per solidarietàGrado rinnova la benedizione del mareIl Batiscafo Trieste ritorna a casaAI ed export: in FVG grandi potenzialitàGorizia riqualifica la fascia transfrontalieraGorizia forma gli anziani contro le truffe onlineL’UTE di Gorizia si presenta: 138 i corsi in partenzaTrieste omaggia il visionario Roger CormanCapitali della cultura: Gorizia protagonista in EuropaMonfalcone si tinge di rosa per solidarietàCervignano celebra San Michele con monsignor DianinGorizia scopre gli aspiranti candidati sindaciSicurezza sul lavoro: Gorizia forma i giovaniMemoria e prevenzione ricordando il terremotoRicerca operativa: dal Friuli la miglior tesi in ItaliaGiovanetti indaga la cronaca nera del Rinascimento

Fondo Italiano per la Scienza premia l’Ateneo di Trieste

Tempo di lettura: 3 minuti

Finanziati tre diversi progetti per un valore complessivo superiore ai 5 milioni di euro

sede 1
La sede dell'Università di Trieste

La sede dell’Università di Trieste

TRIESTE – Tre progetti dell’Università di Trieste hanno ottenuto finanziamenti per oltre 5 milioni di euro da parte del Fondo Italiano per la Scienza.

Due sono i progetti presentati come Advanced Grants dal Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, rispettivamente da Paolo Fornasiero, ordinario di chimica generale e inorganica e prorettore alla ricerca, e da Federico Rosei, ordinario di chimica industriale.

Il terzo progetto, finanziato nella linea Starting Grant, è stato invece presentato da Matteo Marinelli del Dipartimento di Fisica.

“Questi risultati – sottolinea la rettrice Donata Vianelli – confermano la qualità dei reclutamenti presso la nostra Università e l’impegno dei ricercatori nell’attrarre fondi che porteranno innovazione nelle nostre strutture di ricerca e consentiranno di condurre ricerca di qualità a livello internazionale”.

Il Fondo Italiano per la Scienza (FIS) finanzia progetti di ricerca di elevato contenuto scientifico condotti da ricercatori emergenti (Starting Grant), da ricercatori in carriera (Consolidator Grant) e da ricercatori affermati (Advanced Grant) nell’ambito dei settori ERC (European Research Council).

L’obiettivo principale è promuovere lo sviluppo della ricerca fondamentale secondo le modalità consolidate a livello europeo sul modello dell’European Research Council (ERC).

È un programma che nella sua terza edizione ha una dotazione finanziaria di 475 milioni di euro ed ha attribuito finanziamenti importanti, tra 1 a 2.4 milioni di euro, a progetti presentati dalle Università e Istituzioni Universitarie italiane statali e non statali, dalle Scuole Superiori a ordinamento speciale, Enti pubblici di ricerca, Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici e privati e soggetti giuridici con finalità di ricerca. Proprio in questi giorni sono stati finanziati circa 325 progetti.

I progetti vincitori

Il progetto del prof. Fornasiero, “PhotoElectrocatalytic smart Systems for CHEmicals and FUels production”, riceverà un finanziamento di 2,3 milioni per affrontare uno studio innovativo volto allo sviluppo di un sistema catalitico tandem in cui la conversione fotocatalitica dei derivati ​​di biomasse in prodotti industrialmente utili è accoppiata a un processo elettrocatalitico sintonizzabile a comando verso l’evoluzione di H2 o l’idrogenazione di molecole organiche insature.

Il progetto del prof. Federico Rosei, “Study of model photocatalysts to optimize water splitting”, riceverà un finanziamento pari a 1,9 milioni di euro per studiare sistemi modello che consentano di capire i meccanismi di scissione fotocatalitica dell’acqua.

Il progetto del prof. Matteo Marinelli, “Tweezer-based quantum Repeater InterConnection”, riceverà un importo di 1,1 milioni di euro per sviluppare una nuova piattaforma sperimentale dedicata alle reti quantistiche di prossima generazione.

Il progetto punta alla realizzazione di un’architettura modulare basata su atomi di itterbio intrappolati in optical tweezers interfacciati con un risonatore ottico per la creazione di stati di entanglement tra atomo e fotone, elemento chiave per il futuro internet quantistico.