Trieste all’Italia: un viaggio in musica
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Speciale focus musicale per celebrare i 70 anni del ritorno della città sotto il tricolore. Con il repertorio di Viozzi e Luttazzi
Matteo Ferrari (ph. Giuseppe Gradella)
Ritornano anche quest’anno gli appuntamenti musicali della Società dei Concerti Trieste abbinati al racconto storico e artistico nei Musei Civici di Trieste. Saranno sette in tutto e si svolgeranno sempre alle 18.30.
Apertura del primo ciclo, il 24 ottobre, al Museo della guerra per la pace Diego De Henriquez per celebrare i 70 anni del ritorno di Trieste all’Italia con un focus musicale su Giulio Viozzi e Lelio Luttazzi con Matteo Ferrari (voce), Giampaolo Mrach (fisarmonica), Kristina Mlinar (violino), Diego Petrella (pianoforte), Alessandro Pietro Dore (violoncello) e l’introduzione storico letteraria di Simone Volpato.
Il primo appuntamento del Ciclo Trieste, dedicato allo speciale rapporto tra la città e l’Impero Austro-Ungarico, inizia dalla fine, in occasione dei festeggiamenti per i 70 anni del ritorno di Trieste all’Italia.
Il pubblico potrà ripercorrere la storia di quegli anni cruciali, in particolare il 1954, attraverso un coinvolgente racconto storico e musicale che si snoderà in una suggestiva passeggiata all’interno delle sale del Museo Henriquez.
La narrazione musicale si articolerà su due distinti versanti: da un lato, il repertorio accademico, valorizzando la figura del compositore Giulio Viozzi, esponente di spicco della scena musicale triestina dell’epoca con “Fox nero” (1940) a “Duke Ellington” (1940) e “Trio per violino, violoncello e pianoforte” (1956).
Dall’altro, ci saranno le sonorità della musica popolare, fortemente influenzata dalle forze di occupazione che a quel tempo caratterizzavano la città, attraverso le celebri canzoni di Lelio Luttazzi, interprete e testimone di quell’affascinante periodo storico come “Vecchia America”, “Il favoloso Gershwin”, “Mia vecchia Broadway” e “Quando una ragazza… (A New Orleans)“.


