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Tatuaggi. Segni sulla pelle, tracce di identità

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 07 Settembre 2025 – 21 Settembre 2025
Organizzatore Gorizia

Dopo Milano, Marsiglia e Stoccolma, arriva a Gorizia il progetto espositivo che ne esplora la dimensione culturale, simbolica e antropologica

Presentazione tatuaggi
Da sinistra Kocina, Gatta e Manto, con Cappitelli in collegamento

Da sinistra Kocina, Gatta e Manto, con Cappitelli in collegamento

Arriva a Gorizia “Tatuaggi. Segni sulla pelle, tracce di identità”, progetto espositivo che esplora del tatuaggio, attraverso una selezione di materiali grafici, fotografici, video e testuali.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Gorizia con la collaborazione di GECT GO/EZTS GO, prende le mosse dalla mostra “Tatuaggio. Storie dal Mediterraneo”, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, presentata per la prima volta al MUDEC – Museo delle Culture di Milano nel 2024.

L’esposizione è stata curata da Luisa Gnecchi Ruscone e Guido Guerzoni, con la collaborazione di Francesca Jurate Piacenti e Beatrice Corti.

Dopo l’esordio milanese, arricchito da importanti prestiti nazionali e da un’approfondita ricerca storica e iconografica, la mostra ha intrapreso un tour europeo che ha toccato Marsiglia e Stoccolma, coinvolgendo istituzioni museali di rilievo.

In occasione dell’anno che vede Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura, “Tatuaggi” si apre alle città e al loro tessuto urbano, proponendo una riflessione sul corpo come superficie narrativa, identitaria e sociale.

La mostra sarà ospitata dall’Auditorium della cultura friulana, in via Roma 23, da domenica 7 a domenica 21 settembre, da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 con ingresso gratuito. L’inaugurazione è prevista alle 12 di domenica 7.

La mostra è stata presentata da Chiara Gatta, vicesindaco con delega alle Politiche Giovanili del Comune di Gorizia, dalla direttrice del GECT GO, Romina Kocina, alla presenza della dirigente del settore Politiche giovanili del Comune, Antonella Manto. Paola Cappitelli del Gruppo 24 ORE, intervenuta in collegamento.

Ma cos’è davvero un tatuaggio? Perché oggi ci si tatua? Sono scelte personali dettate da istanze profonde o decisioni prese a cuor leggero, perché “oggi lo fanno tutti”? E, soprattutto, quali storie si nascondono dietro un segno, per sempre “nostro”?

Quella che oggi appare come tendenza globale è in realtà una pratica antica quanto l’uomo: già la preistoria ci restituisce corpi segnati, testimoni di rituali, identità, credenze. Il tatuaggio, dunque, non è semplice ornamento: è rito, linguaggio, memoria che si tramanda nei secoli e attraversa culture, geografie, epoche e ci permette di conoscere la storia e di riconoscere segni e corrispondenze.

Da queste considerazioni di carattere sociale oltre che culturale nasce l’interesse di 24 Ore Cultura, che ha voluto approfondire la conoscenza di pratiche, ritualità, forme ed espressioni che si ritrovano in qualsiasi epoca e in ogni angolo della terra. Il progetto espositivo affronta gli aspetti storici, antropologici e culturali, partendo dai luoghi in cui sono state rinvenute le prime inconfutabili testimonianze: il bacino del Mediterraneo.

Jodi Hilton Last Tattoed Women of Kobane Suruc Sanliurfa Turchia 2014 Courtesy Jodi HiltonNoyle Muzlem, 55 from El Ajak village of Kobani, at Rojava refugee camp in Suruc, Turkey, October 25, 2014

Oggi il tatuaggio è ovunque: attraversa stili, generazioni, generi, contesti e linguaggi. Ma se è vero che tutti si tatuano di tutto, pochi conoscono le radici antichissime di questa pratica, che accompagna l’umanità sin dalle sue origini.

Dietro ogni tatuaggio c’è una storia: personale, culturale o collettiva, spesso tutte e tre insieme. Secondo uno studio europeo, nel 2015 il 12% degli adulti europei aveva almeno un tatuaggio, quasi il doppio rispetto al 2003, ma ancora meno che in paesi come Stati Uniti o Canada. In circa trent’anni, il tatuaggio è passato da pratica minoritaria a fenomeno di massa, senza più distinzioni significative di genere, età o cultura.