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Napoleone. La morte di Dio

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 17 Maggio 2025 – 18 Maggio 2025
Orario 8:00 AM – 6:00 PM

Lino Guanciale protagonista a Trieste nello spettacolo diretto e firmato da Davide Sacco. Un’affascinante riflessione sulla perdita

napoleone guanciale
Lino Guanciale

Lino Guanciale (ph. Flavia Tartaglia)

Lino Guanciale è protagonista dello spettacolo “Napoleone. La morte di Dio” che il talentuoso Davide Sacco dirige e firma come autore.

Si tratta di un’affascinante riflessione sulla perdita che parte dalla figura di Napoleone, dal suo funerale.

Andrà in scena, al Politeama Rossetti sabato 17 (ore 19.30) e domenica 18 maggio (ore 16), ospite della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

«Sì, è veramente una festa: la festa di un feretro esiliato che torna in trionfo. La neve s’infittisce. Il cielo si fa nero. I fiocchi di neve lo seminano di lacrime bianche. Sembra che anche Dio voglia partecipare ai funerali»: era il 15 dicembre 1840 e il giovane Victor Hugo – cui si deve questa testimonianza – stava assistendo alla tumulazione delle spoglie di Napoleone nella chiesa di Les Invalides.

Vent’anni avevano atteso, quelle spoglie, per essere riaccolte in Francia, ed il paese ora per la prima volta si confrontava con la memoria di un imperatore e di un uomo che aveva segnato la storia della nazione e di un’epoca.

Dopo la lunga attesa a Sant’Elena dunque il feretro trainato da sedici cavalli, sotto l’Arco di Trionfo e salutato dalle salve di cannone raggiungeva la cappella dove tuttora riposa, sotto l’imponente sarcofago rosso.

Partendo dal saggio di Hugo, lo spettacolo costruisce un percorso polifonico sulla morte degli eroi, delle divinità, dei padri. La drammaturgia potente, come la regia di “Napoleone. La morte di Dio” sono firmate da Davide Sacco, artista eclettico e poco più che trentenne.

Collabora nuovamente in questa occasione con l’amico Lino Guanciale, che ritorna al Rossetti forte del rapporto d’elezione intessuto con il pubblico di Trieste attraverso la fiction “La porta rossa” – che in città era ambientata e girata – e del successo confermato nelle precedenti prove teatrali, come “La classe operaia va in paradiso” ed “Europeana”.

Qui interpreta un figlio che ha perso il padre, forse Napoleone, forse un Dio, forse solo un uomo.