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Letizia va alla guerra: la suora, la sposa e la puttana

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 11 Febbraio 2025 – 12 Febbraio 2025

Tre grandi donne, due guerre mondiali, un sottile fil rouge ad unirle: uno stesso nome, un unico destino

letiziaVaAllaGuerra

Un racconto tragicomico di tenerezza e verità scritto dall’autrice contemporanea Agnese Fallongo che lo porta anche in scena, fra recitazione e musica assieme a Tiziano Caputo.

Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia martedì 11 (ore 19.30) e mercoledì 12 febbraio (ore 21) alla Sala Bartoli.

Tre grandi donne, due guerre mondiali, un sottile fil rouge ad unirle: uno stesso nome, un unico destino.

Tre donne del popolo, che, irrimediabilmente travolte dalla guerra nel loro quotidiano, si ritroveranno a sconvolgere le proprie vite e a compiere piccoli grandi atti di coraggio in nome dell’amore.  Tre provenienze regionali differenti: nord, sud e centro Italia (Veneto, Sicilia e Lazio).

Tre età differenti: una fanciulla, una donna e un’anziana che, seppur nell’abissale diversità dei loro caratteri e dei loro mestieri, sono legate indissolubilmente da un comune denominatore.

La prima Letizia è una giovane sposa, partita dalla Sicilia per il fronte carnico durante la Prima Guerra Mondiale, nella speranza di ritrovare suo marito Michele.

La seconda Letizia, invece, è un’orfanella cresciuta a Littoria (Latina) dalle suore e riconosciuta dalla zia solo dopo aver raggiunto la maggiore età. Giungerà a Roma in concomitanza con l’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale e finirà per esercitare il mestiere più antico del mondo.

Infine Suor Letizia, un’anziana sorella dalle origini venete e dai modi bruschi che, presi i voti in tarda età, si rivelerà essere il sorprendente trait d’union dei destini di queste donne tanto lontane quanto unite.

Impreziosito da musiche e canzoni popolari eseguite dal vivo, prende vita così un brillante triplo “soliloquio dialogato”, che, pur nel suo retrogusto amaro, saprà accompagnare lo spettatore in un viaggio ironico e scanzonato.

Sulla scena due soli attori, un uomo e una donna, danno vita, senza distinzione di sesso, ad oltre dieci personaggi con l’intento di far vivere la “storia dei piccoli”.

Un omaggio alle vite preziose di persone “comuni” che, comunque, hanno fatto la Storia.