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L’Amideria Chiozza accoglie la sua storia

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 13 Maggio 2025 – 14 Maggio 2025
Orario 7:00 PM
Organizzatore Ruda

La struttura di Perteole ospiterà lo spettacolo "Amìda, dôs maris e une fabriche" con protagonista Aida Talliente

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Aida Talliente

Aida Talliente

Martedì 13 e mercoledì 14 maggio, alle ore 19, presso l’Amideria Chiozza di Perteole di Ruda, lettura scenica ‘Amìda, dôs maris e une fabriche’, che Carlo Tolazzi ha tradotto in friulano dal suo testo italiano dedicato alla storia dell’Amideria Chiozza.

A presentarlo in forma di lettura scenica, nell’ambito della ‘Setemane de culture furlane’ organizzata dalla Società Filologica Friulana, Aida Talliente, grazie alla sinergia fra Associazione Amideria Chiozza ODV, Teatri Stabil Furlan e l’ospitalità del Comune di Ruda, proprietario dell’intero complesso industriale.

All’interno dell’Amideria si potrà contare su una trentina di posti a sedere, prenotabili fino a esaurimento scrivendo a [email protected].

Per tutti coloro che non troveranno posto però, si apre una possibilità alla replica già fissata del 15 maggio, giovedì, alle ore 20, alla Sala Incontri di San Rocco, a Gorizia.

L’Amideria Chiozza nasce per volontà del chimico Luigi Chiozza nel 1865 lungo la roggia La Fredda, nella località omonima in Perteole, inaugurando il ciclo chimico-industriale dell’estrazione dell’amido dapprima dal frumento, poi dal mais e definitivamente dal riso.

Nel 1889 la direzione della fabbrica passa al figlio Giuseppe e poi, nel 1902, ad una nuova società “La nuova Pilaturatriestina”, sotto la direzione del Dott. Dario Doria che la porterà a risultati brillanti. A questo periodo, grazie ai capitali portati dal passaggio di proprietà, risale infatti la grande ristrutturazione della fabbrica con l’introduzione di una nuova caldaia e di nuove macchine per aumentare la produzione.

WhatsApp Image 2025 04 29 at 14.57.13 1Raffaele Caltabiano, presidente dell’Associazione Amideria Chiozza ODV

La particolarità di questo stabilimento, unico nel suo genere, consiste nel metodo di lavorazione, brevettato da Chiozza e nella piena sussistenza di macchine e metodi di lavorazione concepiti e brevettati nel 1800 e rimasti in uso per più di un secolo.

Dopo varie vicissitudini, la fabbrica chiude definitivamente i battenti nel 1986, diventando un raro esempio di archeologia industriale.

Nella narrazione di Tolazzi / Talliente la voce è quella di una donna del popolo, Amìda, che ha vissuto tutta la storia della fabbrica dall’interno, i suoi cambiamenti, le trasformazioni, il passaggio della grande storia sulla piccola storia di una comunità, legata ai suoi riti, alle stagioni, alle feste, e alla sua lingua e cultura, fatta di piccole cose ma di grandi sentimenti, lo spaccato di una vita di dedizione al lavoro e situazioni ordinarie affrontate con saggezza.