La Storia. Uno scandalo che dura da diecimila anni
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A Udine lo spettacolo ispirato al capolavoro di Elsa Morante, in cui la vita è celebrata quando si immerge nella sua fine
(© Giulio Cavallini)
Spettacolo liberamente ispirato al celebre romanzo capolavoro di Elsa Morante e ambientato a Roma durante la Seconda guerra mondiale.
Diretto da Fausto Cabra che ne ha scritto l’adattamento con Marco Archetti, sarà in scena giovedì 9 aprile con una doppia programmazione: alle 11.00 in matinée per le scuole e alle ore 20.30 per tutti.
La vicenda di Ida, Nino e del piccolo Useppe rivive sulla scena invitando gli spettatori a mettersi in ascolto e a riconoscere il supremo valore politico di questo testo, che ci pone continuamente davanti alla complessità del reale.
“All’opera di Morante si è rimproverato di non dare risposte – sottolinea Fausto Cabra nelle note di regia –. Non ci sono ideologie che possano indicare una via. Non c’è speranza di sciogliere l’enigma tra violenza e amore. L’oscuro è mischiato continuamente con il luminoso, e la vita è celebrata proprio nel momento in cui più ci si immerge nella sua fine. Questa suprema contraddizione è il grande scandalo che Morante svela implacabile”.
Non ci sono vie d’uscita, né personali, né tanto meno collettive. L’unica salvezza possibile è quella commozione, quella cruda com-passione che lo stesso romanzo genera nel lettore: l’amore per la Vita stessa e per questa bistrattata umanità.
«Questo nostro spettacolo non ha l’ambizione di sostituirsi all’esperienza del libro, anzi sarà veramente riuscito se accenderà il desiderio di tornare al libro – continua il regista -. Il nostro lavoro, infatti, non può che offrirsi come uno dei mille attraversamenti possibili di questo inesauribile scrigno di umanità. ln questo senso, nello spettacolo, il romanzo stesso è protagonista. Abbiamo voluto portare in scena proprio l’esperienza di una mente che legge; abbiamo cioè provato a rendere spaziale la lettura, con la sua libertà e coesistenza di piani e punti di vista e con l’agilità di cambi spaziali e temporali, cercando, cioè, di tradurre nel linguaggio del teatro ciò che ci accade nel confronto con la letteratura».
In scena Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa. Scene e costumi di Roberta Monopoli, drammaturgia del suono Mimosa Campironi, luci Marco Renica, Fausto Cabra, video Giulio Cavallini.


