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La grande musica sinfonica a Pordenone

Tempo di lettura: 3 minuti

Data 08 Novembre 2026
Orario 8:30 PM

La più prestigiosa orchestra giovanile d’Europa in concerto diretta da Cristian Măcelaru

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Gustav Mahler Jugendorchester

Il suono della Gustav Mahler Jugendorchester torna ad abitare il Teatro Verdi di Pordenone.

Dopo i concerti e la residenza estiva, la più prestigiosa orchestra giovanile d’Europa ritrova il pubblico pordenonese con un concerto in programma domenica 8 novembre, alle 20.30, a seguito di una nuova residenza autunnale, entrando così nel cartellone Musica 2026/2027.

Al centro della serata due capolavori del repertorio romantico, il Concerto per violoncello in si minore op. 104 di Dvořák, con solista Julia Hagen, e la Sesta Sinfonia “Patetica” di Čajkovskij.

Sul podio Cristian Măcelaru, al suo primo incontro con la formazione fondata da Claudio Abbado.

Un ritorno che segna un passaggio importante nella storia condivisa fra il Verdi e la Gmjo: il rapporto costruito in oltre un decennio di residenze si amplia oltre il consueto appuntamento estivo e diventa parte integrante della programmazione musicale firmata da Alessandro Taverna.

Già da alcuni giorni al Teatro per le prove, i giovani musicisti ritrovano un luogo di lavoro e di crescita artistica che è ormai la loro casa italiana: una presenza che contribuisce all’identità del Teatro e porta Pordenone al centro dei grandi itinerari concertistici europei.

A guidare l’orchestra il direttore romeno Cristian Măcelaru, vincitore di un Grammy Award, direttore musicale dell’Orchestre National de France e della Cincinnati Symphony Orchestra. Ospite delle maggiori compagini internazionali, affianca all’attività concertistica un impegno costante nella formazione dei giovani interpreti: un’attenzione che trova nella Gmjo un terreno d’incontro particolarmente significativo.

Solista sul palco, per l’occasione, la violoncellista salisburghese Julia Hagen, fra le interpreti più apprezzate della sua generazione, anch’essa al debutto con l’orchestra. Vincitrice dell’UBS Young Artist Award 2024, che l’ha portata a esibirsi al Festival di Lucerna con i Wiener Philharmoniker, unisce alla sicurezza tecnica un suono caldo e una comunicativa immediata.

Qualità che daranno voce alla ricchezza espressiva del Concerto di Dvořák, scritto durante il soggiorno americano del compositore e attraversato dalla nostalgia per la Boemia. Alla luminosità e al canto appassionato di questa pagina risponderà la “Patetica”, ultima sinfonia di Čajkovskij: un percorso nell’intimità del compositore che, al posto di un finale trionfale, si spegne nel celebre Adagio lamentoso.

Fondata a Vienna nel 1986 per iniziativa di Claudio Abbado, la giovanile della Mahler riunisce musicisti fino ai 26 anni provenienti da tutta Europa, selezionati ogni anno fra oltre 2.500 candidati. Nata per favorire l’incontro fra giovani di Paesi allora divisi dalla cortina di ferro, ha fatto dell’eccellenza musicale e del superamento dei confini la propria ragione d’essere.

Invitata nei più importanti festival e nelle maggiori sale da concerto, ha lavorato con maestri come Claudio Abbado, Bernard Haitink, Herbert Blomstedt – mancato in questi giorni – e Kirill Petrenko: molti dei suoi ex componenti occupano oggi posizioni di rilievo nelle principali orchestre europee.