Il lutto si addice ad Elettra
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A Trieste un affascinante e inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi, tra dramma borghese e tragedia classica
(© Federico Pitto)
Va in scena al Politeama Rossetti da giovedì 5 a domenica 8 febbraio “Il lutto si addice ad Elettra”.
È uno dei capolavori assoluti della drammaturgia del Novecento, scritto da Eugene O’Neill nel 1931: rappresenta un affascinante e inquietante viaggio tra mito archetipico e moderna psicoanalisi, tra dramma borghese e tragedia classica.
Affidato alla regia potente e immaginifica di Davide Livermore e a un cast di grande affiatamento – dove spiccano i nomi di Elisabetta Pozzi, nel ruolo di Christine Mannon; di Paolo Pierobon, come Ezra Mannon, di Linda Gennari in quello di Lavinia Mannon, di Marco Foschi in quello di Orin Mannon e di Aldo Ottobrino come Adam Brant – lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Genova, a distanza di quasi trenta anni dal celebre allestimento di Luca Ronconi del 1997.
La nuova lettura è ancora più legata alle tensioni e alle contraddizioni individuali e collettive del nostro tempo.
Nello spazio scenico decisamente suggestivo e avvolgente, pensato da Livermore con i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Aldo Mantovani, lo spettacolo è un feroce viaggio nelle tensioni e nelle contraddizioni di personaggi-mito, incarnazioni tragiche che riverberano inquietudini eterne.
Si tratta di una trilogia – “Il ritorno”, “L’agguato” e “L’incubo” ne sono le parti – e rispecchia l’“Orestea” di Eschilo, restituita dall’autore attraverso la sensibilità e lo sguardo del suo tempo.
Orari
“Il lutto si addice ad Elettra” va in scena il 5 e il 6 febbraio alle ore 20.30, sabato 7 alle 19.30 e domenica 8 febbraio in pomeridiana con inizio alle ore 16.


