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Gramsci Gay

Tempo di lettura: 2 minuti

Data 28 Febbraio 2025 – 01 Marzo 2025
Orario 8:30 PM – 6:00 PM

A Trieste lo spettacolo che scuote le coscienze e invita a una profonda riflessione sul nostro tempo. Un dialogo tra passato e presente

GramsciGay lucaluperto
(ph. Luca Luperto)

(ph. Luca Luperto)

Trieste si appresta ad accogliere uno spettacolo teatrale che promette di scuotere le coscienze e di invitare a una profonda riflessione sul nostro tempo.

Il 28 febbraio e l’1 marzo, alle ore 20.30, il Teatro dei Fabbri ospiterà “Gramsci Gay“, un’opera di Iacopo Gardelli che ha già conquistato il pubblico e la critica, vincendo importanti riconoscimenti come la Borsa Teatrale Anna Pancirolli 2022, il bando Teatro Voce della società giovanile 2022 e il recente Premio Nazionale Franco Enriquez 2025 per la straordinaria interpretazione di Mauro Lamantia.

Lo spettacolo trae ispirazione da un episodio realmente accaduto di vandalismo che ha colpito un murales raffigurante Antonio Gramsci nel carcere di Turi, a Bari, luogo simbolo della sua prigionia dove il filosofo sardo trascorse 5 dei suoi 10 anni di prigionia e scrisse gran parte dei Quaderni dal Carcere.

La scritta “GAY” apposta con l’acrilico rosso sul volto del filosofo diventa il pretesto per un viaggio nel tempo, un confronto tra due epoche apparentemente distanti ma legate da fili invisibili.

Un gigante del pensiero

Da un lato, il 1920, con un giovane Gramsci che infiamma gli animi degli operai torinesi, all’indomani del fallimento dello storico sciopero delle lancette, dall’altro, la contemporaneità, con Nino Russo, l’autore di fantasia del gesto vandalico (il responsabile non è mai stato realmente identificato), alle prese con un interrogatorio inaspettato.

“Gramsci Gay” è un’opera che interroga il presente attraverso la figura di un gigante del pensiero, un’opera che ci invita a riflettere sul significato di impegno politico, sulla disillusione che sembra pervadere la nostra società e sulla necessità di trovare nuove forme di partecipazione e di dialogo.

Sul palco, Mauro Lamantia dà vita a un Gramsci vibrante e attuale, accompagnato dalla regia illuminata di Matteo Gatta, dalle scenografie evocative di Gaia Crespi e dalle suggestioni sonore di Mattia Sartoni.

Un’occasione per riscoprire il pensiero di Gramsci e per interrogarci sul nostro ruolo di cittadini in un’epoca di profonde trasformazioni.