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Genesi

Tempo di lettura: 4 minuti

Data 18 Ottobre 2026
Orario 3:30 PM
Organizzatore Pordenone

In prima assoluta a Pordenone l'opera monumentale del Coro Polifonico di Ruda che rilegge le radici del Friuli Venezia Giulia

cororuda

Il Festival Internazionale di Musica Sacra presenta una delle sue produzioni più attese: domenica 18 ottobre, alle 15.30, il Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone ospita la prima esecuzione assoluta di Genesi, imponente trittico commissionato dal Coro Polifonico di Ruda.

L’ideazione e le partiture sono del compositore Renato Miani, l’interpretazione musicale vede schierata la compagine Corale del Polifonico, guidata da Fabiana Noro.

I testi sono a firma dello storico Angelo Floramo, mentre l’adattamento teatrale e la recitazione sono affidati all’artista Aida Talliente, affiancata dalla voce solista di Elsa Martin e dai pianisti Matteo Andri e Ferdinando Mussutto.

Il progetto dell’opera nasce dalla riflessione del Coro Polifonico di Ruda che ha scelto di improntare il repertorio a nuove sfide artistiche, legate alle proprie radici e a un rinnovato impegno civile e spirituale.

Il progetto celebra così il Friuli Venezia Giulia ispirandosi alle tre città patrimonio dell’umanità UNESCO: Aquileia, Cividale e Palmanova. Frammenti di monumenti, antiche pergamene e pietre parlanti rivivono sul palcoscenico per restituire vicende grandi e piccole.

Un fitto crocevia di idiomi: il latino e il greco ad Aquileia; il latino liturgico unito all’antico tedesco a Cividale; le parlate friulane, venete, tedesche e bosniache che si scontrano e si fondono a Palmanova, antico avamposto di storici conflitti confinari. Ideale fil rouge di Genesi sono tre figure femminili del passato: il quadro di Aquileia è incentrato su Bassilla, mima e ballerina d’Oriente del IV secolo che trovò la morte nella città romana durante uno spettacolo, accostata al racconto del profeta Giona.

Il quadro di Cividale si immerge nelle faide longobarde del VII secolo attraverso la figura tragica di Romilda, duchessa violentata e trucidata dagli Avari, le cui vicende – tramandate con accenti maschilisti da Paolo Diacono – trovano riscatto nella partitura.

Infine, il terzo quadro conduce nella Palmanova seicentesca, la fortezza stellata in cui è prigioniera la principessa bosniaca Fatma, catturata dai veneziani, una figura dalle atmosfere e dal fascino orientale.

La scelta artistica, nel suo complesso, vuole essere forte testimonianza e richiamo del Coro Polifonico di Ruda contro la violenza di genere.

Il nucleo sonoro e concettuale dell’intero lavoro poggia sulla straordinaria eccellenza del Coro, una compagine a voci maschili fondata negli anni Venti che rappresenta una vera e propria gloria del territorio, forte di oltre sessanta premi conquistati nei più prestigiosi concorsi internazionali in tutto il mondo e di una solida esperienza nel mondo delle colonne sonore cinematografiche.

Sul podio, a guidare questa imponente architettura di voci, parole e strumenti, ci sarà la direttrice Fabiana Noro, musicista eclettica e guida del Coro Giovanile Regionale, insignita nel 2024 del titolo onorifico di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella per i suoi altissimi meriti artistici internazionali.

La complessa partitura musicale porta la firma del compositore udinese Renato Miani, docente al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia e già collaboratore di istituzioni di respiro europeo come il Musikverein di Vienna e il Mozarteum di Salisburgo.

La sua abilità nel muoversi tra lirismo e musica d’avanguardia si sposa con l’esperta penna di Angelo Floramo, storico e consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, autore celebrato di saggi dedicati al Medioevo e ai Balcani.

A dare spessore scenico a questo ordito letterario è la sensibilità teatrale di Aida Talliente, attrice diplomatasi all’Accademia “Silvio D’Amico” di Roma e specializzata in progetti di forte valenza sociale e civile a fianco di registi come Peter Stein.

Con il suggestivo sostegno del pianoforte a quattro mani di Matteo Andri e Ferdinando Mussutto, la dimensione melodica e sperimentale dell’opera è ulteriormente esaltata dalla raffinata presenza di Elsa Martin, cantante e compositrice friulana molto amata, più volte finalista alle Targhe Tenco e reduce dal successo del suo recente disco dedicato a Pasolini.

L’ingresso all’evento, presso il Duomo Concattedrale di San Marco, è come sempre aperto gratuitamente al pubblico, per offrire alla cittadinanza l’opportunità di assistere a una produzione che unisce la più alta ricerca filologica alla forza dell’attualità.

Informazioni e prenotazioni musicapordenone.it