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Torna alla luce la Pordenone del passato

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Il CRAF di Spilimbergo ha restaurato e digitalizzato gran parte dei cinquemila negativi, immagini su vetro e pellicola databili fra gli anni Trenta e Settanta del Fondo Fotografico Daniele Antonini

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Veduta urbana di Pordenone (ph. Fondo Fotografico Antonini Daniele - CRAF Spilimbergo)

SPILIMBERGO – Il CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo prosegue la sua attività di recupero, restauro e valorizzazione degli archivi fotografici del Friuli Venezia Giulia.

Tra i fondi recentemente restituiti alla consultazione si colloca infatti l’archivio fotografico di Daniele Antonini (Udine, 1911-Pordenone, 1988), cultore di storia locale e condirettore della rivista «Il Noncello».

Pervenuto al CRAF nel 2020, l’archivio fotografico di Daniele Antonini è stato sottoposto ad un articolato intervento di recupero, conservazione e digitalizzazione grazie al bando restauro della Fondazione Friuli.

Il fondo si compone di oltre cinquemila immagini negative, su vetro e pellicola, scattate fra gli anni Trenta e la metà circa degli anni Settanta del Novecento, che ci restituiscono un patrimonio di particolare valore documentario per la storia di Pordenone e del suo territorio.

Rara e cospicua, per esempio, è la raccolta di fotografie che attestano l’antico aspetto del centro abitato, ancora in parte conservato negli anni fra le due Guerre, i danni causati dai bombardamenti verso la fine della Seconda guerra mondiale, le trasformazioni urbanistiche, e l’espansione edilizia che ne modificheranno il volto nella seconda metà del Novecento.

L’obiettivo di Antonini segue negli anni gli avvenimenti di maggior rilevanza fra quelli legati alla città, come il passaggio inaugurale del primo elettrotreno, o la visita del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

Accanto alla cronaca, il fondo ci restituisce memoria anche degli interessi culturali e delle attività che animarono la vita di Antonini, come ad esempio gli storici scavi archeologici della Villa romana di Torre, il trasporto dell’Ancona di Valeriano dalla Chiesa dei Battuti al Museo Civico d’Arte di Pordenone, la benedizione della nuova statua del Campanile di San Giorgio, o i cantieri di restauro, a partire da quello di Gino Marchetot nella Cappella Montereale Mantica in Duomo.

Il fondo offre inoltre uno spaccato di vita quotidiana del territorio: numerosi scatti, ricollegabili a brevi viaggi e villeggiature estive compiuti tra Friuli e Veneto, documentano infatti momenti di vita contadina, antichi mestieri, bellezze naturali e architetture storiche, tutto evidenziato dalle trasformazioni sociali. Altre immagini offrono invece piccoli affreschi dell’ambiente domestico e familiare e delle relazioni di amicizia e di lavoro intrattenute negli anni.

Completano la raccolta anche diverse immagini positive, fra cui una collezione di cartoline pubblicate nel 1939 in occasione della Mostra del Pordenone e della pittura friulana del Rinascimento, alcuni filmati e l’apparecchiatura fotografica dell’autore.

Oltre alle operazioni di restauro conservativo, l’intervento del CRAF ha previsto la digitalizzazione dei fototipi e la catalogazione secondo gli standard specifici per materiali fotografici.